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Diario
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21 novembre 2008

Clin-tòn



L'ex first lady , secondo quanto scritto dal New York Times, ha accettato l'offerta del presidente eletto Barack di essere il prossimo segretario di Stato americano. Nel riportare la notizia il New York Times cita due fonti vicine a Hillary. «È pronta», ha detto una delle fonti. Secondo il giornale la decisione della ex rivale alle primarie è arrivata dopo una conversazione con Obama sul ruolo che Hillary avrebbe avuto ai vertici della diplomazia Usa e sui suoi piani in politica estera. L'annuncio ufficiale, secondo fonti democratiche, dovrebbe arrivare dopo la festa del Ringraziamento, il 27 novembre. (dal Corriere.it)

La famiglia Clinton si conferma una delle grandi dinastie di potere americane, e forse Barack Obama delude non poca gente, chiamando ad un posto così importante proprio la sua sfidante alle primarie del partito, sfidante che ha battuto anche grazie alla presa sul giovane elettorato "Io sono il nuovo, lei rapprsenta Washington". Eh sì, Washington la rappresenta molto bene, se, dopo 8 anni da first lady, ora prenderà il posto della Rice e, cosa non del tutto secondaria, si porterà dietro (li ha sempre selzionati Obama) la maggior parte degli uomini che furono nello staff di suo marito. Poco "change" per Barack, o frenesia di ricompattare il partito in un momento di difficoltà per tutto il paese?

6 novembre 2008

un nero alla Casa Bianca...


Ho titolato il post come la trasmissione di Vespa dell'altra sera perchè ho sentito Rula non particolarmente felice per la scelta fatta dal conduttore di porta a porta. Negli ultimi due giorni ho avuto poco tempo per postare (e anche per dormire), perchè al caos e all'emozione della lunga notte americana, si è aggiunto il cambio sede, il cambio logo, insomma il cambio televisione (da Nessuno Tv a RED). L'America è arrivata prima anche in questo, un presidente nero (e giovane), un outsider che però non viene dal nulla, che non sta lì per il solo fatto di essere giovane, bello e intelligente. E' cresciuto in una città difficile come Chicago, lavorando come avvocato, battendosi per i diritti civili, e poi spendendosi nel suo partito, prima nel 1992, per la campagna di Bill Clinton, e poi un anno più tardi, aiutando a far eleggere al Senato Carol Moseley Braun, la prima donna afro-americana a diventare senatrice. "Se qualcuno pensava che l'America non fosse il paese ove tutto è possibile..." è stata la frase con cui Barack Obama ha iniziato il suo discorso, e penso sia la lezione fondamentale per tutti, soprattutto per la politica italiana. Non sappiamo che presidente sarà, quello che ha disegnato durante la sua campagna è stato un sogno, un ideale. Ora dovrà scontrarsi con la realtà, che in questo momento è ancora più dura del normale.

5 novembre 2008

il Presidente









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