.
Annunci online

 
lucarossi 
<%if foto<>"0" then%>
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  fantanessuno
RED tv
luciano consoli
claudio caprara
mario adinolfi
marco de amicis
marco esposito
nessuno tv
paola di fraia
rudi ghedini
  cerca

In onda su RED

www.redtv.it


 

diario | Fotografando |
 
Diario
1visite.

27 febbraio 2009

Out of Captivity




Arrogante, eccentrica, ladra, scriteriata al punto da
mettere a repentaglio le loro stesse vite, cercando di convincere i loro aguzzini che erano spie della Cia. E' spietato il ritratto di Ingrid Betancourt che emerge dal libro Out of Captivity... ...Ma le rivelazioni più provocatorie del libro riguardano la 48enne attivista e politica franco-colombiana, rapita un anno prima di loro. «Era lei la padrona del gulag», punta il dito il 44enne Stansell, ex marine. «Ho visto con i miei stessi occhi mentre cercava di impadronirsi del campo con una arroganza fuori controllo. Gli aguzzini — aggiunge — ci trattavano meglio di lei».

Questo volume di memorie scritto a 6 mani da Keith Stansell, Thomas Howes e Marc Gonsalves, i tre militari americani detenuti insieme alla Betancourt, è destinato a fare scalpore. Soprattutto perchè il ritratto che ne esce della leader colombiana è molto diverso da quella che ci immaginavamo noi, abituati a vedere una figura esile, dai lunghi capelli, che sembrava quasi una madonna in preghiera...a quanto pare i 1.967 giorni di prigionia sono stati tutt'altro.

7 novembre 2008

messaggi

 
Dopo un lungo silenzio da parte degli esponenti ufficiali di Al Qaeda sul voto americano, per la prima volta uno dei massimi dirigenti del gruppo terroristico si rivolge direttamente al prossimo presidente, attraverso un messaggio audio, della durata di 23 minuti, diffuso sui forum jihadisti in rete: «Americani, ritirate le vostre truppe dai nostri paesi e non entrate più nei nostri affari». Il messaggio è "firmato" dall'emiro dello "Stato islamico iracheno", sigla dietro la quale si nasconde la cellula locale di Al Qaeda, Abu Omar al-Baghdadi. (dal Corriere.it)

Mentre i grandi del mondo si congratulano con Obama, a Washington gli dedicano un muro su cui scrivere un pensiero, una frase o un messaggio per il presidente che verrà. Al Qaeda, più che esprimere la propria felicità, cerca di mettere subito sotto pressione il neoeletto presidente. Se questi 20 mesi di campagna elettorale sono stati duri, penso che Barack Obama si renderà conto in poco tempo di cosa significhi essere a capo della più grande potenza mondiale. Sarà messo al corrente di tutti i segreti di Stato, la Cia gli fornirà uno di quei rapporti chilometrici ed ultra-segreti che gli sveleranno cose mai sospettate?

sfoglia
gennaio        marzo