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Diario
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9 aprile 2009

c'era un cinese in coma




Noi abbiamo bisogno di personalità — ha detto da Roma — che per storia, popolarità e competenza guidino le nostre liste alle elezioni europee. Penso che Cofferati abbia tutte queste caratteristiche per guidare la lista nelle circoscrizioni in cui è nato, ha vissuto ed è tornato ad abitare».

Dario Franceschini così, ieri sera, ha ufficializzato la candidatura di Sergio Cofferati nella circoscrizione Nord-Ovest, dove l'ex sindao di Bologna sarà anche Copolista. E pensare che il Cinese, il giorno in cui annunciò di non volersi ricandidare alla poltrona di primo cittadino, per stare di più con il figlio e la moglie, aveva stupito e fatto commuovere mamme e papà troppo stressate dal lavoro e dalla politica. Niente più viaggi della speranza Bologna-Genova e ritorno durante il fine settimana, e sì che Bruxelles è molto più vicina, ci sono voli ogni mezz'ora, e poi all'Europarlamento si lavora tre giorni su sette, nulla di paragonabile alle fatiche da sindaco. Ora ci saranno i mal di pancia interni al PD da superaare. Non sono pochi nè lievi se un gruppo di bolognesi, piuttosto scontenti dell'operato del cinese, hanno deciso di organizzare un pullman collegato ad una lista civica (Bologna Città Libera) che girerà per la circoscrizione Nord-Ovest per mettere in guardia gli elettori (di centrosinistra) dal votare uno che, in conferenza stampa, interrogato dai giornalisti che (maliziosamente) gli chiedevano quale poltrona di peso avrebbe occupato nei prossimi anni, rispose "se accettasi di andare a Roma sarei un cialtrone".

17 febbraio 2009

W final cut


 

Oggi sono stato tutto il giorno al Nazareno. Durante la mattinata, quando sono cominciate a circolare le voci delle dimissioni di Veltroni, ammetto che non ci credevo: ho pensato "ecco, ora si dimette, poi, visto che il Coordinamento è in maggioranza veltroniano, riprende il mandato, più rafforzato di prima, e va dritto fino alle elzioni di giugno". Invece Uòlter si è proprio rotto le palle, le dimissioni sono apparse sempre più inequivocabili, nonostante molti (non tutti), durante il coordinamento, abbiano cercato di farlo ritrattare. C'è stata anche la pausa di riflessione, due ore per decidere, due ore per Walter, per ripensare a quest'anno e mezzo di PD, dal Lingotto alle dimissioni da Sindaco di Roma, fino alla sconfitta elettorale...Certo la politica è proprio strana, ti porta fino all'Olimpo e un anno dopo sei distrutto, non vali più niente. Uòlter ha avuto le sue colpe, non è stato in grado di gestire la sconfitta, di gestire il partito al suo interno, di dare una linea unitaria, non ha avuto mai la forza di rompere con qualcuno, di dire qualcosa di "scorretto" che però unisse intorno a sè il popolo della sinistra, si è lasciato sfuggire una grande occasione insomma. E certo, in questo, non è stato aiutato da tutto il resto della dirigenza, sempre pronta a combattersi, a posizionarsi e riposizionarsi in una inutile guerra di logoramento, invece di andare in mezzo alla gente, a fare politica sul serio.

16 febbraio 2009

gira la ruota




Matteo Renzi è il candidato del Pd alla guida di Firenze. L'ho conosciuto quest'estate alla Festa Nazionale del PD e mi è sembrato uno sveglio, brillante e con le idee chiare. Comunque aria nuova...(e poi 15 anni fa ha ricevuto il palcet del grande Mike!)

20 ottobre 2008

il Riformista




«Addio, monti sorgenti dall'acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente». Addio quattro pagine, addio vecchio arancione. La formazione del primo giorno, attorno al tavolo delle riunioni, era composta da Polito, Cappellini, Contini, Cundari, Mania, Tonni, Ward e chi scrive. Si era in via della Scrofa e alla Camera si arrivava in un baleno tagliando per piazza delle Coppelle. Un lettore bilioso ci scrisse un lettera secca: «Auguri di pronto fallimento». Dall'Unità cugina, Padellaro e Colombo ci promisero «vivaci conversazioni». Il Riformista fu un neonato temuto a suon di sberleffi acidi. «Il succedaneo arancione del Foglio» (Cofferati prima di diventare papà). «Un Foglio di destra» (Ferrara prima di diventare papista). Il primo giorno Polito annunciò da subito il suo programma: «Come modello avremo il Financial Times». (Fabrizio d'Esposito, sull'ultimo numero de il Riformista ad otto pagine)

Tanti auguri al nuovo Riformista, che oggi esce per la prima volta con il nuovo format di 32 pagine e l'ambizione di essere un vero e proprio quotidiano, paragonabile ai nazionali Stampa e la Repubblica. Dunque finisce l'era delle quattro pagine di commento, stile fogliante, e arriva un giornale completo di tutte le rubriche, con il solito piglio irriverente che ha contraddistinto la creatura fondata da Polito 6 anni fa. Da quello che ho visto oggi, la cosa migliore mi sembra "Il Bestiario" di Giampaolo Pansa (fuggito dall'Espresso due settimane fa), l'editoriale di Guaia Soncini, non male anche la pagina dedicata al Gossip (con un taglio politico) e quella sportiva, con un intervista a Matteoli sul periodo no della Juve.

2 ottobre 2008

Biden vs Palin



Per tutti coloro che ormai fanno le ore piccole per seguire quello che succede in America, stanotte su Nessuno Tv, alle 3,00, diertta del confronto tra i due aspiranti vice, che si preannuncia (speriamo) molto più interessante del primo faccia a faccia tra Obama e Mccain, prima di tutto perchè sia Joe Biden che Sarah Palin sono dei veri personaggi, eccentrici, estroversi,tendenti al "gaffismo", e poi perchè non hanno sulle spalle il carico del decreto Paulson in sospeso. Detto ciò, si dice che Biden farà il cavaliere, che non affonderà il coltello dove potrebbe, perchè in fondo si trova sempre davanti ad una donna (ma ho l'impressione che lei non gli ricambierà la cortesia)

21 giugno 2008

La cravatta di W


Ieri, giorno dell'Assemblea Costituente                                            Un anno fa, al Lingotto di Torino


Veltroni cerca di scuotere l'assemblea, si alza e parla senza cravatta, i più maliziosi pensano che anche su questo stia rincorrendo Berlusconi, nonostante ieri sia stata decretata la morte del soprannominato Caw. Pochi delegati, di cui alcuni molto critici: una professoressa di Catania si volta verso la scrivania dei big: "io non ti chiamo Walter, ma onorevole Veltroni... al Sud abbiamo percentualii bassissime, dobbiamo farci un esame di coscienza", un altro rospo da ingoiare, dopo la tirata di Parisi che denuncia l'assenza del numero legale che renderebbe nulla la votazione della Direzione nazionale. Ci si mette anche lo sciopero degli aerei, i delegati vengono con la valigia e non hanno il posto dove metterla, posti a sedere però ce ne sono fin troppi, ché 2000 persone sono rimaste a casa. Fanno appena in tempo a sedersi che già si sparge la voce di un possibile annullamento della giornata di sabato, sospiri di sollievo "si va al mare", forse è meglio così, meglio le correnti marine che quelle piccole e grandi che trovano il momento di riunirsi dietro il palco o appena fuori il tendone numero 7. Ieri il Lingotto era lontanissimo, e non solo per la cravatta...

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