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diario | Fotografando |
 
Diario
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21 novembre 2008

Sarah dolce Sarah




Il giorno del ringraziamento è una festa molto sentita in America, si festeggia ogni quarto giovedì di novembre per rendere grazie della fine del raccolto. I Padri pellegrini, infatti, arrivarono nel 1620 nel Nuovo Continente e vi trovarono una terra incolta e selvatica. A ciò si aggiunse una prima invernata rigidissima, alla quale sopravvissero solo la metà dei coloni. L'Inverno dopo andò meglio, c'erano già provviste conservate dall'estate precedente, la terra diede i primi frutti. Così fu istituito il giorno del ringraziamento Dio per l'abbondanza ricevuta e nel menù fu inserito naturalmente il tacchino. Sarah Palin, fresca fresca dalla sconfitta elettorale, ma anche lanciatissima ormai verso le primarie del 2012 nel suo Republican Party, fa un'intervista per raccontare all'America come la governatrice dell'Alaska si sta preparando per la Festa del Ringraziamento mentre, dietro, la macchina uccidi-tacchini sembra non potersi proprio fermare

I

4 novembre 2008

1968 in America



1968. Esattamente 40 anni fa l'America si svegliava da un bel po' di incubi di cui Barack Obama, stanotte, vorrebbe definitivamente sbarazzarsi. Bob Kennedy pronunciò questo suo famoso discorso a marzo, discorso cvhe è rimasto nella storia e che probabilmente aiuta a capire quale sarà il collante che reggerà l'America nei prossimi anni, nonostante la seconda grande depressione. Un mese dopo queste parole, muore M. L. King, simbolo della lotta al razzismo in un'America conservatrice e ancora legata a vecchi pregiudizi. Morirà anche Bob Kennedy, dopo la vittoria alle primarie californiane, lanciatissimo verso la corsa alla Casa Bianca. E non basta. Perchè la scelta di Obama di chiudere la campagna a Chicago non è casuale: al Grant Park, in quell'estate caldissima, il movimento pacifista contestò il Partito Democratico, arrivando addirittura allo scontro e dando il via alla "rivoluzione conservatrice" che ha dominato l'America negli ultimi 40 anni, con le sole pause di Carter e Clinton (lo spiega bene Valentino, oggi sul Corriere della Sera).

3 novembre 2008

quasi presidente




L'ultimo sondaggio sulle presidenziali Usa diffuso dell'istituto Gallup registra una ulteriore crescita nei consensi a favore del candidato democratico, dato ora in vantaggio sul repubblicano John McCain per 52-42. Un sondaggio sempre di oggi della Cbs lo vede avanti di addirittura 13 punti, 54-41. E dopo l’impennata di ieri, Obama torna a distaccare di 6 punti il rivale anche nell’ultima analisi Zogby, fino ad oggi la più conservatrice, che oggi lo da al 50% contro il 44% di McCain.


La Rivoluzione francese abolì formalmente la schiavitù, anche se il commercio continuò indisturbato per decenni.
Questo non portò alla fine dello schiavismo, anzi aumentò i prezzi degli schiavi e cambiò il modo di portarli nei vari paesi. Adesso venivano chiusi in barili, in modo da poterli più comodamente far rotolare in mare in caso di abbordaggio di vascelli di paesi abolizionisti.
Finalmente con il Congresso di Vienna gli stati europei s’impegnarono ad abolirle la schiavitù, ma passò un altro mezzo secolo prima che si riuscisse a stroncare il contrabbando (l’ultimo carico clandestino di prigionieri da Quidah per le Americhe è del 1869). L’Inghilterra vi aveva già provveduto nel 1807. Gli Stati Uniti lo fecero soltanto nel mezzo secolo più tardi, nel 1863 dopo la guerra di secessione. Un secolo e mezzo dopo l'America (forse) avrà il suo primo presidente nero.Non è una cosa da poco

2 novembre 2008

hello Mr. President




Questo scherzo di due comici canadesi, Marc-Antoine Audette e Sebastien Trudel (famosi pr aver teso trranelli telefonici ad altre personalità, come Jacques Chirac e Mike Jagger) a Sarah Palin è davvero esuilarante e forse ci aiuta a capire un po' meglio la personalità della governatrice del Canada. Infatti nè lei nè qelli del suo staff si sono minimamente insospettiti nel ricevere la telefonata di un presidente a 3 giorni dalle elezioni, un fatto che, più che inusuale, sarebbe stato un vero suicidio politico per qualsiasi capo di stato che voglia mantenere rapporti con il futuro presidente, quale che esso sia. L'ingenuità però non ha limite, perchè la Palin, incalzata (e adulata) dal finto Sarkò, è arrivata a dire che si vede presidente "ma forse tra otto anni", non ha obiettato nulla ai nomi di fantasia di inesistenti presidenti canadesi, si è perfino fatta invitare ad una battuta di caccia che gli ha proposto l'inquilino dell'Eliseo "andiamoci insieme - ha risposto la Palin - adoro uccidere quegli animali, togliere una vita è così divertente". Certo è che, se Mccain avesse possibilità di recupero in quese ultime 48 ore, la sua vice non lo sta aiutando per niente

31 ottobre 2008

halloween

 


Barack Obama rimane avanti, giorno dopo giorno il suo rivale non riesce a recuparare il gap, frenato anche dalla sua vice, Sarah Palin, che secondo gli ultimi sondaggi, avrebbe scoraggiato anche convinti repubblicani a votare Mccain. Però i dubbi rimangono, la paura di vincere, la paura di dare per scontato un voto che non è mai scontato, la paura dei sondaggi, la paura di stati come la Florida, la Virginia...Questa è la notte delle streghe, girano tante zucche con il viso di Obama illuminato, perchè c'è bisogno di esorcizzarla questa paura...

26 ottobre 2008

ferri corti

 



"E' una corsa molto serrata e credo che la vincerò", ha ripetuto McCain, secondo il quale la propria campagna sta "andando bene" e negli Stati-chiave mostra segni che rendono il candidato repubblicano "molto competitivo". E ha indicato alcuni poll (come quello di Zogby) che danno il suo distacco da Obama ridotto a 5 punti.
Ma in campo repubblicano siamo già alla resa dei conti. E mentre McCain si difende, Sarah Palin si sgancia: c'è chi l'accusa di comportarsi da 'diva' e di aver compromesso la sfida, ma lei non ci sta a fare da capro espiatorio. In particolare, Palin non è contenta dei suggerimenti degli strateghi del senatore dell'Arizona, e accusa due di loro, Steve Schmidt e Nicole Wallace, di cercare di addossare su di lei i loro fallimenti in questa campagna elettorale. Dal canto loro fonti vicini al candidato repubblicano hanno accusato Palin: "E' una diva, non accetta consiglia da nessuno, non ha relazioni di fiducia con nessuno di noi, nè con la sua famiglia, nè con chiunque altro". E c'è chi parla di "divorzio" anche se è praticamente impossibile la spaccatura del "ticket" a una settimana dal voto. Tanto varrebbe non andare neppure alle urne."

Non so alla fine chi vincerà, certo le notizie che ci arrivano dall'America sembrerebbero ormai dare per scontata la vittoria di Obama, il candidato democratico. Sarebbe uno schock: primo presidente nero, con solo due anni di senato sulle spalle, certo divo come già lo furono in molti (Reagan su tutti), con una voce ammaliante, un potere oratorio fuori dal comune e anche una certa arguzia nell'aver puntato molto sulla raccolta libera, pochi fondi, ma tanti contribuenti. Quello che non sappiamo ancora è ilpensiero dell'America profonda, quella che non risponde neanche ai sondaggi, quella che si sveglia alle 5 di mattina per ammazzare il primo tacchino, quella che vive di poca televisione e molto lavoro. Successe anche con la seconda elezione di George W. Bush, anche se i numeri di John Kerry erano inferiori rispetto ad Obama. Certo, se si mettono anche a litigare dentro al partito repubblicano, allora non credo Mcain abbia molte chanche di vincere

2 ottobre 2008

Biden vs Palin



Per tutti coloro che ormai fanno le ore piccole per seguire quello che succede in America, stanotte su Nessuno Tv, alle 3,00, diertta del confronto tra i due aspiranti vice, che si preannuncia (speriamo) molto più interessante del primo faccia a faccia tra Obama e Mccain, prima di tutto perchè sia Joe Biden che Sarah Palin sono dei veri personaggi, eccentrici, estroversi,tendenti al "gaffismo", e poi perchè non hanno sulle spalle il carico del decreto Paulson in sospeso. Detto ciò, si dice che Biden farà il cavaliere, che non affonderà il coltello dove potrebbe, perchè in fondo si trova sempre davanti ad una donna (ma ho l'impressione che lei non gli ricambierà la cortesia)

5 settembre 2008

John McCain

 

"So come fare, ho il passato e le cicatrici che lo provano: Obama non li ha”



“Odio le guerre, voglio una pace stabile e duratura”



"Da presidente, lavorerò per stabilire buone relazioni con la Russia, così che non dobbiamo temere il ritorno della Guerra Fredda. Ma non faremo finta di non vedere aggressioni e illegalità internazionali che minacciano la pace e la stabilità del mondo."



"Senatore Obama ce le daremo di santa ragione! Ma lei ha la mia stima e il mio ripetto. Abbiamo più cose in comune di quelle che ci dividono. Siamo americani!"

 

"Non lavoro per un partito, non lavoro per interessi speciali. Lavoro per voi"

Alcuni stralci del discorso di John Mccain che ieri ha concluso la convention repubblicana di St. Paul. Mi è sembrato un discorso che facesse da contraltare a quello di Sarah Palin, molto concreto, attento ai contenuti, con particolare attenzione al patriottismo e tanto fair play, come a dire che la persona per massacrare Obama già c'è..Le foto che venivano proiettate sul videowall le ho trovate particolarmente adatte: le spighe di grano, la bandiera americana in cima all'asta, sono tutte immagini di cui l'elettorato repubblicano ha bisogno. E comunque vedremo nei prossimi giorni se i sondaggi gli daranno ragione...

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