.
Annunci online

 
lucarossi 
<%if foto<>"0" then%>
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  fantanessuno
RED tv
luciano consoli
claudio caprara
mario adinolfi
marco de amicis
marco esposito
nessuno tv
paola di fraia
rudi ghedini
  cerca

In onda su RED

www.redtv.it


 

diario | Fotografando |
 
Diario
1visite.

15 novembre 2008

Barack and Hillary





WASHINGTON — Lo scorso gennaio, alla domanda su quali libri avrebbe considerato essenziali se fosse stato eletto presidente, Barack Obama rispose indicando una biografia di Abraham Lincoln, scritta da Doris Kearn Goodwin, dal titolo Team of Rivals, squadra di rivali: «Parla della capacità di Lincoln di portare nel suo governo gli oppositori e chi si era candidato contro di lui. Si sentiva abbastanza sicuro da volere queste voci dissenzienti vicino. È quello che intendo fare da presidente». «Signed, sealed, delivered», potremmo dire citando la canzone di Stevie Wonder, colonna sonora della sua campagna. Potrebbe essere Hillary Clinton il prossimo segretario di Stato americano, l'ambasciatrice nel mondo dell'Amministrazione Obama. L'incarico le è stato offerto ieri pomeriggio dallo stesso presidente-eletto. (Paolo Valentino su il Corriere della Sera)

Obama è intelligente, sa che deve recuperare prima di tutto i dubbiosi all'interno dl suo partito, poi, se vorrà davvero affrontare la crisi finanziaria, dovrà coinvolgere (e d'altronde sembra che sia già pronto) anche personalità tra i repubblicani. Col senno di poi fa ridere pensare a qualche mese fa, durante le priamaie non si sono certo risparmiati...

6 novembre 2008

un nero alla Casa Bianca...


Ho titolato il post come la trasmissione di Vespa dell'altra sera perchè ho sentito Rula non particolarmente felice per la scelta fatta dal conduttore di porta a porta. Negli ultimi due giorni ho avuto poco tempo per postare (e anche per dormire), perchè al caos e all'emozione della lunga notte americana, si è aggiunto il cambio sede, il cambio logo, insomma il cambio televisione (da Nessuno Tv a RED). L'America è arrivata prima anche in questo, un presidente nero (e giovane), un outsider che però non viene dal nulla, che non sta lì per il solo fatto di essere giovane, bello e intelligente. E' cresciuto in una città difficile come Chicago, lavorando come avvocato, battendosi per i diritti civili, e poi spendendosi nel suo partito, prima nel 1992, per la campagna di Bill Clinton, e poi un anno più tardi, aiutando a far eleggere al Senato Carol Moseley Braun, la prima donna afro-americana a diventare senatrice. "Se qualcuno pensava che l'America non fosse il paese ove tutto è possibile..." è stata la frase con cui Barack Obama ha iniziato il suo discorso, e penso sia la lezione fondamentale per tutti, soprattutto per la politica italiana. Non sappiamo che presidente sarà, quello che ha disegnato durante la sua campagna è stato un sogno, un ideale. Ora dovrà scontrarsi con la realtà, che in questo momento è ancora più dura del normale.

5 novembre 2008

il Presidente









16 ottobre 2008

final debate



John Mccain, in netto ritardo nei sondaggi, si affida all'ultimo faccia a faccia per cercare il trampolino di lancio verso gli ultimi 20 giorni di campagna elettorale. Gli americani sono interessati al batti e ribatti tra i due candidati? Oppure conta solo la crisi, si calcola quello che arriva in busta paga a fine mese, sempre che arrivi qualcosa?Sullo sfondo della più grande crisi dopo il '29, Mccain si scaglia contro Obama, colpevole di aver speso delle cifre incredibili, solo per confezionare spot-menzogna contro lui. Si vanta di aver difeso il senatore dell'Illinois in più occasioni, ogni volta che è stato sorpassato il limite, cosa che non è stata fatta dall'altra parte. Obama cerca di sviare il discorso, evitando di cadere nel tranello, ma Mccain affonda: gli americani sapranno giudicare le amicizie sospette del candidato democratico, ad esempio con Bill Ayer, un terrorista, uno che a proposito dell'11 settembre ha detto "dovevano mettere più bombe". In mezzo il solito slogan "Obama metterà più tasse, io le toglierò". Poi ancora il piano sanitario, la discussione sull'interventismo statalista, di stampo democratico (e colombiano), contro la libertà di scelta, propugnata dai repubblicani.
Le prime annotazioni dopo un'ora di dibattito: sicuramente Mccain è molto più combattivo, non perde occasione per affondare il coltello, ma ho l'impressione che sia sempre in affanno, che debba rincorrere Obama (indicativo che sulla sua vice, Sarah Palin, non abbia niente di meglio da dire che è "un modello di donna per le americane").

sfoglia
ottobre        dicembre