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diario | Fotografando |
 
Diario
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15 novembre 2008

Barack and Hillary





WASHINGTON — Lo scorso gennaio, alla domanda su quali libri avrebbe considerato essenziali se fosse stato eletto presidente, Barack Obama rispose indicando una biografia di Abraham Lincoln, scritta da Doris Kearn Goodwin, dal titolo Team of Rivals, squadra di rivali: «Parla della capacità di Lincoln di portare nel suo governo gli oppositori e chi si era candidato contro di lui. Si sentiva abbastanza sicuro da volere queste voci dissenzienti vicino. È quello che intendo fare da presidente». «Signed, sealed, delivered», potremmo dire citando la canzone di Stevie Wonder, colonna sonora della sua campagna. Potrebbe essere Hillary Clinton il prossimo segretario di Stato americano, l'ambasciatrice nel mondo dell'Amministrazione Obama. L'incarico le è stato offerto ieri pomeriggio dallo stesso presidente-eletto. (Paolo Valentino su il Corriere della Sera)

Obama è intelligente, sa che deve recuperare prima di tutto i dubbiosi all'interno dl suo partito, poi, se vorrà davvero affrontare la crisi finanziaria, dovrà coinvolgere (e d'altronde sembra che sia già pronto) anche personalità tra i repubblicani. Col senno di poi fa ridere pensare a qualche mese fa, durante le priamaie non si sono certo risparmiati...

7 novembre 2008

messaggi

 
Dopo un lungo silenzio da parte degli esponenti ufficiali di Al Qaeda sul voto americano, per la prima volta uno dei massimi dirigenti del gruppo terroristico si rivolge direttamente al prossimo presidente, attraverso un messaggio audio, della durata di 23 minuti, diffuso sui forum jihadisti in rete: «Americani, ritirate le vostre truppe dai nostri paesi e non entrate più nei nostri affari». Il messaggio è "firmato" dall'emiro dello "Stato islamico iracheno", sigla dietro la quale si nasconde la cellula locale di Al Qaeda, Abu Omar al-Baghdadi. (dal Corriere.it)

Mentre i grandi del mondo si congratulano con Obama, a Washington gli dedicano un muro su cui scrivere un pensiero, una frase o un messaggio per il presidente che verrà. Al Qaeda, più che esprimere la propria felicità, cerca di mettere subito sotto pressione il neoeletto presidente. Se questi 20 mesi di campagna elettorale sono stati duri, penso che Barack Obama si renderà conto in poco tempo di cosa significhi essere a capo della più grande potenza mondiale. Sarà messo al corrente di tutti i segreti di Stato, la Cia gli fornirà uno di quei rapporti chilometrici ed ultra-segreti che gli sveleranno cose mai sospettate?

4 novembre 2008

1968 in America



1968. Esattamente 40 anni fa l'America si svegliava da un bel po' di incubi di cui Barack Obama, stanotte, vorrebbe definitivamente sbarazzarsi. Bob Kennedy pronunciò questo suo famoso discorso a marzo, discorso cvhe è rimasto nella storia e che probabilmente aiuta a capire quale sarà il collante che reggerà l'America nei prossimi anni, nonostante la seconda grande depressione. Un mese dopo queste parole, muore M. L. King, simbolo della lotta al razzismo in un'America conservatrice e ancora legata a vecchi pregiudizi. Morirà anche Bob Kennedy, dopo la vittoria alle primarie californiane, lanciatissimo verso la corsa alla Casa Bianca. E non basta. Perchè la scelta di Obama di chiudere la campagna a Chicago non è casuale: al Grant Park, in quell'estate caldissima, il movimento pacifista contestò il Partito Democratico, arrivando addirittura allo scontro e dando il via alla "rivoluzione conservatrice" che ha dominato l'America negli ultimi 40 anni, con le sole pause di Carter e Clinton (lo spiega bene Valentino, oggi sul Corriere della Sera).

3 novembre 2008

quasi presidente




L'ultimo sondaggio sulle presidenziali Usa diffuso dell'istituto Gallup registra una ulteriore crescita nei consensi a favore del candidato democratico, dato ora in vantaggio sul repubblicano John McCain per 52-42. Un sondaggio sempre di oggi della Cbs lo vede avanti di addirittura 13 punti, 54-41. E dopo l’impennata di ieri, Obama torna a distaccare di 6 punti il rivale anche nell’ultima analisi Zogby, fino ad oggi la più conservatrice, che oggi lo da al 50% contro il 44% di McCain.


La Rivoluzione francese abolì formalmente la schiavitù, anche se il commercio continuò indisturbato per decenni.
Questo non portò alla fine dello schiavismo, anzi aumentò i prezzi degli schiavi e cambiò il modo di portarli nei vari paesi. Adesso venivano chiusi in barili, in modo da poterli più comodamente far rotolare in mare in caso di abbordaggio di vascelli di paesi abolizionisti.
Finalmente con il Congresso di Vienna gli stati europei s’impegnarono ad abolirle la schiavitù, ma passò un altro mezzo secolo prima che si riuscisse a stroncare il contrabbando (l’ultimo carico clandestino di prigionieri da Quidah per le Americhe è del 1869). L’Inghilterra vi aveva già provveduto nel 1807. Gli Stati Uniti lo fecero soltanto nel mezzo secolo più tardi, nel 1863 dopo la guerra di secessione. Un secolo e mezzo dopo l'America (forse) avrà il suo primo presidente nero.Non è una cosa da poco

31 ottobre 2008

halloween

 


Barack Obama rimane avanti, giorno dopo giorno il suo rivale non riesce a recuparare il gap, frenato anche dalla sua vice, Sarah Palin, che secondo gli ultimi sondaggi, avrebbe scoraggiato anche convinti repubblicani a votare Mccain. Però i dubbi rimangono, la paura di vincere, la paura di dare per scontato un voto che non è mai scontato, la paura dei sondaggi, la paura di stati come la Florida, la Virginia...Questa è la notte delle streghe, girano tante zucche con il viso di Obama illuminato, perchè c'è bisogno di esorcizzarla questa paura...

23 settembre 2008

compro una vocale

 
... "Google, in particolare, è da tempo oggetto delle attenzioni di John McCain e Barack Obama, che stanno spendendo milioni di dollari in Adwords, il programma pubblicitario usato, in questo caso, per guadagnare nuovi sostenitori. AdWords si serve di parole chiave per distribuire annunci pubblicitari in maniera mirata agli internauti che sono alla ricerca di determinate informazioni. Quando uno di loro fa una ricerca usando una parola "opzionata" da un inserzionista, di fianco o sopra ai risultati "naturali" compaiono degli annunci "sponsorizzati".  ... "Come spiega Peter Greenberger, a capo del team di Google che, da Washington, si occupa delle elezioni americane, "questo genere di pubblicità è aumentato in maniera esponenziale nell'ultimo anno". Le cifre parlano chiaro. In una sola settimana, a febbraio, Obama ha investito in Adwords la stessa somma spesa dal presidente Bush e dal senatore John Kerry nel 2004. In un mese, sempre a febbraio, Obama vi ha investito un milione di dollari. Ad agosto, gli strateghi di McCain hanno voluto investire sul nome di "Joe Biden", candidato alla vice-presidenza per Obama. ...Neanche McCain è da meno, anche se il suo avversario lo ha accusato "di non essere neanche in grado di spedire un'email". Così, gli internauti che cercavano informazioni sul vice democratico, si trovavano di fronte anche ad un link che rimandava a un video in cui lo stesso Biden, durante le primarie, criticava Obama."
                
Si entra nel vivo delle elezioni americane: questa trovata pubblicitaria, che avete letto sopra, fa parte di una più grande strategia, sia in vista del primo faccia a faccia (venerdì sera in America, sabato notte da noi, in diretta verso le 3,00 su Nessuno Tv) sia in vista delle prime votazioni. In America, infatti, è possibile anticipare il voto (lo fanno per aumentare l'affluenza alle urne): ben 30 stati sfrutteranno l'early voting via posta o di persona e si calcola che al 4 novembre quasi un quarto dell'elettorato avrà già votato. Dunque i due candidati serrano le fila, fanno dei veri e propri allenamenti simulando l'avversario che si ritroveranno di fronte nei dibattiti, completo di tic e frasi predilette, e,  benchè sia molto probabile che a votare in anticipo saranno gli "afectionados" più intransigenti, in quest'ultimo mese e mezzo è vietato commettere errori.

5 settembre 2008

John McCain

 

"So come fare, ho il passato e le cicatrici che lo provano: Obama non li ha”



“Odio le guerre, voglio una pace stabile e duratura”



"Da presidente, lavorerò per stabilire buone relazioni con la Russia, così che non dobbiamo temere il ritorno della Guerra Fredda. Ma non faremo finta di non vedere aggressioni e illegalità internazionali che minacciano la pace e la stabilità del mondo."



"Senatore Obama ce le daremo di santa ragione! Ma lei ha la mia stima e il mio ripetto. Abbiamo più cose in comune di quelle che ci dividono. Siamo americani!"

 

"Non lavoro per un partito, non lavoro per interessi speciali. Lavoro per voi"

Alcuni stralci del discorso di John Mccain che ieri ha concluso la convention repubblicana di St. Paul. Mi è sembrato un discorso che facesse da contraltare a quello di Sarah Palin, molto concreto, attento ai contenuti, con particolare attenzione al patriottismo e tanto fair play, come a dire che la persona per massacrare Obama già c'è..Le foto che venivano proiettate sul videowall le ho trovate particolarmente adatte: le spighe di grano, la bandiera americana in cima all'asta, sono tutte immagini di cui l'elettorato repubblicano ha bisogno. E comunque vedremo nei prossimi giorni se i sondaggi gli daranno ragione...

27 agosto 2008

il nuovo Kennedy



"Ci fu un'altra volta - aveva detto Ted Kennedy in gennaio, al momento di schierarsi -, quando un altro giovane candidato corse per la presidenza, sfidando l'America ad attraversare una nuova frontiera. E anche allora venne criticato, gli fu chiesto di aver pazienza. Ma John Kennedy rispose, "Il mondo sta cambiando, le vecchie strade non funzionano, è tempo per una nuova generazione di leader". Così è anche adesso, con Barack Obama". (Paolo Valentino sul Corriere della Sera)

Barack Obama rappresenta il nuovo, è giovane, afro-americano, inesperto...la speranza di chi lo voterà il 4 novembre è che porti aria nuova alla Casa Bianca, è che tiri fuori dal cilindro qualche sorpresa che ancora non ha rivelato. Intanto la sorpresa di ieri è stato l’arrivo di Ted Kennedy, il fratello di John e di Bob, colpito da un tumore al cervello e dato per spacciato da molti, si è presentato al palazzotto dello sport di Denver dopo aver annunciato un suo videodiscorso…un bel colpo di scena mediatico per l’uomo che vuole raccogliere la diretta eredità della dinastia Kennedy (sperando che non segua anche il triste destino dei due fratelli: l’America profonda, quella che non vediamo in tv e che ha votato per G.W. Bush contro ogni previsione, è anche
questa...)

26 agosto 2008

Firenze

 


Da quasi una settimana mi trovo a Firenze a seguire la Festa Democratica per Nessuno TV; fa caldissimo, la città è bellissima anche se chiaramente ho ben poco tempo per visitarla (solo una mattina ho avuto il coraggio di alzarmi alle 8 del mattino per andare a spasso dopo essermi coricato alle 3 e 30 di notte...ma era solo il secondo giorno). Il clima non è proprio euforico ma devo dire che c'è un grande impegno da parte di tutti..chissà se gli ex ds e gli ex margherita, dopo i primi mesi di coabitazione a piani separati in quel di Sant'Andrea delle Fratte, sapranno guardare un po' di più alla grande Convention Democratica di Denver...anche perchè Nessuno Tv  la segue in diretta, tutti i giorni fino al 28 agosto, dalle 23,00 fino alle 6 di mattina...(a proposito, ho scoperto che Firenze è la provincia che in assoluto, nel mondo, ha più università americane sul suo territorio..)

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