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Diario
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11 giugno 2010

ri-fondazioni

 

"Nemmeno io parteciperei ad una iniziativa di corrente veltroniana" assicura l'ex segretario del Pd, Walter Veltroni, presentando la sua nuova creatura: la Fondazione "Democratica, Scuola di politica", insieme al programma delle prossime attività. A molti commentatori risuonano nella mente le parole di un Massimo D'Alema stizzito, che proprio alla presentazione della sua fondazione Red, l'associazione Riformisti e Democratici, disse che no, non era un partito politico né tantomeno una corrente che voleva rompere le scatole a Walter Veltroni (allora alla guida del partito), e anche lì tutta una serie di iniziative volte a dare il proprio contributo all'interno del partito, a costruire un'identità, a far sviluppare idee e proposte sul territorio.... La storia poi sappiamo come è andata a finire. La mia impressione comunque, sentendo un po' anche gli uomini vicino a Uòlter, è che lui stesso non sappia ancora bene cosa fare.

16 marzo 2009

il ritorno di Prodi (?)




Però non dimentica i problemi creati dalla scelta di Veltroni di rompere l'Unione. E rivela che lo stesso giorno in cui l'allora segretario annunciò che il Pd sarebbe andato da solo alle elezioni, "io non ebbi bisogno di pensare, perché si affacciò Mastella nel mio ufficio a palazzo Chigi e disse 'se volete far fuori me, sono io che faccio fuori voi'. Anzi, Mastella disse una frase un po' più colorita...". "Sono andato via perché il partito aveva una linea che non condividevo, ma il Pd è la speranza del Paese".

Veltroni se ne va e rispunta fuori Prodi. Non credo sia così casuale il tesseramento del ex premier, anzi, sono di quelli che pensano che qualche telefonata tra lui e Franceschini c'è stata. Per capire se e come rientrerà nei giochi, aspettiamo il risultato delle elezioni e poi al Congresso ne vedremo delle belle.

1 marzo 2009

il nuovo partito




Ancora una volta Diego Bianchi (in arte Zoro) dà il meglio di sè. Se avete seguito un po' le vicende degli ultimi giorni, questa è davvero esilarante

26 febbraio 2009

il segreDario




Sono stato qualche giorno fuori, perciò farò oggi le mie considerazioni sull'assemblea di sabato. Devo dire che l'elezione plebiscitaria di Franceschini mi è sembrata scontata già all'inizio della mattinata, quando Rosy Bindi si stava impegnando a spiegare ai suoi che non c'era motivo per non votare l'ex popolare, che questo era un momento di transizione, insomma, che ci avrebbe pensato lei ad indirizzarlo. Dopo l'elezione, che la candidatura di Parisi ha ulteriormente rafforzato (si spiega perchè lo stesso Franceschini lo ha aiutato a raccogliere le firme necessarie per la candidatura), il segreDario ha fatto un bel discorso, l'unico che potesse fare, un discorso adatto al momento (cosa che ultimamente non riusciva troppo bene a W), umile ma ben preciso. Ha raccolto alla fine due istanze importanti, che venivano direttamente dall'assemblea: l'importanza da dare al territorio (addio partito liquido) e azzeramento degli organismi dirigenti. Sulla seconda rimane ancora qualche dubbio, anche perchè, azzerare la classe dirigente significa, soprattutto in qesto momento, perdere consensi. 100 giorni per dare la nuova linea al partito e, secondo me, il segreDario lavorerà sodo (da buon ferrarese, nel silenzio ma non nell'ombra), e certo non sarà quel "reggente" o "traghettatore" che molti si immaginavano (e auspicavano), anzi, al congresso di ottobre ci arriverà con un bell'esercito e se la giocherà fino in fondo.

20 febbraio 2009

Assemblea Ri-Costituente




Domani, dalle ore 10,00, su Red Tv (canale 890 di Sky), mandiamo in diretta l'Assemblea Costituente del Pd. Non so come andrà a finire, oggi al coordinamento i Colonnelli sembravano quasi tranquilli: prevedono una partecipazione del 50% dei delegati, e comunque sia di gente che di solito fa politica attiva (non verrà insomma quella società civile che tanto piaceva a W). Si affidano al loro senso di responsabilità, pensano che piuttosto che andare alle primarie (e, nel loro pensiero, perdere tempo prezioso in vista delle elezioni), i costituenti del Pd possano turarsi il naso e accettare la segreteria di uno che esprime la stessa linea del segretario appena dimessosi (essendone stato il vice). La paura comunque rimane, in quel "l'Assemblea è sovrana" di Anna Finocchiaro, molti hanno letto una sottile soddisfazione (e un osuro presagio) della presidente dei Senatori all'idea che si vada alle primarie, idea che non sembra così peregrina se da regioni come l'Emilia Romagna, la Toscana e la Calabria (ultime roccaforti democratiche) arrivano richieste in tal senso. E poi ci sarà lui, Arturo Parisi, a tirare le fila degli scontenti e magari a scaldare un'Assemblea che, fino a qualche giorno fa, tutti davanoper morta.

17 febbraio 2009

W final cut


 

Oggi sono stato tutto il giorno al Nazareno. Durante la mattinata, quando sono cominciate a circolare le voci delle dimissioni di Veltroni, ammetto che non ci credevo: ho pensato "ecco, ora si dimette, poi, visto che il Coordinamento è in maggioranza veltroniano, riprende il mandato, più rafforzato di prima, e va dritto fino alle elzioni di giugno". Invece Uòlter si è proprio rotto le palle, le dimissioni sono apparse sempre più inequivocabili, nonostante molti (non tutti), durante il coordinamento, abbiano cercato di farlo ritrattare. C'è stata anche la pausa di riflessione, due ore per decidere, due ore per Walter, per ripensare a quest'anno e mezzo di PD, dal Lingotto alle dimissioni da Sindaco di Roma, fino alla sconfitta elettorale...Certo la politica è proprio strana, ti porta fino all'Olimpo e un anno dopo sei distrutto, non vali più niente. Uòlter ha avuto le sue colpe, non è stato in grado di gestire la sconfitta, di gestire il partito al suo interno, di dare una linea unitaria, non ha avuto mai la forza di rompere con qualcuno, di dire qualcosa di "scorretto" che però unisse intorno a sè il popolo della sinistra, si è lasciato sfuggire una grande occasione insomma. E certo, in questo, non è stato aiutato da tutto il resto della dirigenza, sempre pronta a combattersi, a posizionarsi e riposizionarsi in una inutile guerra di logoramento, invece di andare in mezzo alla gente, a fare politica sul serio.

15 gennaio 2009

affari tuoi

 



Da un sondaggio di Repubblica.it:

Per Veltroni sono sbagliate le trasmissioni tv che regalano milioni. Siete d’accordo?
  • 86.4%

  • No 13.6%

Numero votanti: 6278

Mi spiegate cosa c'è di male a vincere qualche migliaia di euro scoperchiando i pacchi di Max Giusti? A tutti sarà capitato di soffermarsi, 5 minuti prima del TG1, davanti agli occhi di qualche casalinga che sta per scegliere: o un pupazzo di plastica molle a forma di elefante o il fantastico pacco con dentro 500.000 euro...
A questo punto togliamo lotto, superenalotto, gratta e vinci...

19 dicembre 2008

direzione

 

ROMA - Difende il Partito democratico, formato da «centinaia di migliaia di amministratori che sono persone perbene». Afferma di non accettare «lezioni di moralità» da Berlusconi. Non nega, però, che la questione morale sia diventata un nodo «centrale». Tanto che invita i magistrati a procedere, «con cautela», nelle loro inchieste. E assicura che «per i disonesti non c'è posto». Anche perché, ammonisce, «la crisi politica e morale pone un'alternativa secca: o innovazione o fallimento». Walter Veltroni, durante la direzione del Partito democratico, prova a tracciare la linea per superare la tempesta giudiziaria. «O aiutiamo il Pd a saltare nel futuro - è la sua sfida - oppure rischiamo di legarci ad un presente che la crisi precipita nel passato. Quanto sta accadendo in questi giorni determina in noi inquietudine, ma anche voglia di reagire».


Ho seguito tutto il giorno la direzione del PD. La relazione di Uòlter è stata lunga e poco incisiva: parlare 10 minuti delle inchieste giudiziarie e poi il resto dedicarlo alla crisi finanziaria, alle questioni interne di sempre (correnti e collocazione europea), non mi è sembrata una grande idea. Tutti gli altri interventi hanno seguito uno schema preciso: onore al leader e picconate al partito, alla linea seguita fin ora. Il più duro, oltre a D'Alema (secondo il quale il Pd sarebbe "un amalgama malriuscito"), è stato Pier luigi Bersani, che ha contestato l'idea che sta alla base della politica veltroniana: il coinvolgimento diretto della società civile. Riuscirà il segretario a galleggiare fino alle europee? Alcuni dicono che l'8 giugno partirà direttamente per le Maldive, altro che Africa... (la Iervolino ha prenotato già per il Kosovo), certo è che Veltroni ha perso un'occasione per sbattere i pugni sul tavolo e farci capire come intende guidarlo questo partito di opposizione.

18 dicembre 2008

La tv che sei tu

 

19 dicembre 2008 PRIMO PIANO - Agenda eventi

Palinsesto YouDem

9,45 - OGGI - Rassegna stampa in studio Andrea Bianchi e Mario Lavia, giornalista di "Europa"

10,15 - LA TV CHE SEI TU(Video user-generated)

11,00 - .DEM in studio Curzio Maltese, editorialista de "La Repubblica" e Lucia Annunziata, editorialista de "La Stampa" (approfondimento politico)

12,30 - MONDO - Rassegna stampa estera

12,40 - LA BORSA E LA VITA - Rubrica di approfondimento economico

13,00 - LA TV CHE SEI TU (Video user-generated)

18,55 - .DEM SERA in studio Andrea Orlando, portavoce del PD e Fausto Raciti, segretario nazionale Giovani Democratici



Domani è un giorno importante per il PD, c'è la Direzione Nazionale, che cade esattamente dopo la sconfitta abruzzese e tutti gli scandali che stanno investendo le amministrazioni locali. Youdem, che è una tv di partito, dovrebbe, molto tranquillamente, trasmettere la diretta della riunione...se ci deve essere discussione (guerra?) che sia, in fondo non credo potrebbe andare peggio di come è andata in questi giorni. Occasione persa.

 

18 dicembre 2008

morale in questione



"Non metto la mano sul fuoco per nessuno dei tanti indagati e arrestati di questa seconda Tangentopoli. Ma, se permettete, non la metto neanche per i pm che hanno riaperto il festival delle retate (meno che mai se uno di loro si chiama Woodcock). tira na brutta aria, e non solo per il Pd. se la politica italiana non tiene i nervi saldi, se tutti  politici non resistono alla tentazione di fare al nemico ciò che non vorrebbero fosse fatto a loro, rischia di finire come l'altra volta. Per la serie: come ti sciolgo un partito."
(Antonio Polito da Il Riformista)

Le prime righe dell'editoriale di Polito mettono bene in luce le due questioni: ruolo della magistratura, e conseguente comportamento di tutto il ceto politico. I garantisti dell'altra sponda tacciono nel migliore dei casi, ai giustizialisti di sempre non pare vero trovarsi di fronte ad un'altra Tangentopoli. La bolla scoppia proprio ora, mentre i due schieramenti si avvicinavano timidamente per affrontare la riforma della giustizia. E' chiaro che chi ha dato potere ai giudici (dicendo che il problema era la questione morale), magari chimandosi fuori per una presunta superiorità, ora non può tornare indietro (e forse fa comodo una bella spazzolata). Anche chi ha sempre attaccato i giudici rischia grosso, soprattutto se in qualche modo si trovasse a leggittimarli (prima che sia emessa qualsiasi sentenza). La giustizia rimane una parete scivolosa, dove spesso la politica italiana non riesce a raccapezzarsi, un po' come la laicità: a volte fa comodo dire "siamo due mondi separati" a volte fa comodo dire il contrario. Chissà se ora ascolteranno il monito di Napolitano...

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