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Diario
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28 giugno 2010

Gli Swacth, Taricone, Obama e una statua di Nerone

E' morto il padre degli orologi Swatch, Nicolas Hayek, e come una leggenda che si rispetti, è morto mentre lavorava al progetto di un altro dei suoi coloratissimi segnatempo. Dal 1983, anno di nascita della sua azienda, sono stati venduti ben 300 milioni di Swatch in tutto il mondo. Mi dispiace che Taricone, l'eroe del primo Grande Fratello (l'unico che mi ha suscitato qualche interesse) sia in gravissime condizione, dopo un volo andato male con il paracadute, speriamo si salvi. Barack Obama che spegne il mondo (virtuale) con un pulsante è un po' come Bush che, secondo alcuni, aveva un pulsante nascosto sotto la scrivania per lanciare missili... insomma: non vi stupite, l'America è sempre l'America, la grandezza (e la megalomania) si vede anche da questi particolari. E poi, a proposito di grandezza, una statua all'imperatore Nerone in quel di Anzio, sua città natale, oggi  meta vacanziera del litorale romano, famosa per lo sbarco degli Alleati. Probabilmente l'unica al mondo per un imperatore considerato, secondo i suoi concittadini a torto, come uno dei più feroci persecutori dei cristiani, nonchè pazzoide suonatore di lira, con alle sue spalle la città (o meglio, la suburra) in fiamme.

 

15 aprile 2009

Bo...?

21 gennaio 2009

l'America



ww








Ho ascoltato il discorso di Obama quando ormai mi era esplosa la febbre a 39. Mi è piaciuto il tono con cui l'ha pronunciato, solenne ma mai troppo emozionato, senza il potere oratorio a cui ci aveva abituato ma con le parole giuste. Il resto lo vedremo da oggi in poi, lo giudicheremo noi e lo giudicherà il popolo americano (solo due anni per le elezioni del Mid Term), certo le critiche che arrivano da alcuni giornali, prima fra tutti quella di Carlo Rossella (che ieri ci ha riempito di sdolcinate banalità su Sky Tg24) mi sembrano veramente aria fritta. Buon lavoro Mr. President!!!!

20 gennaio 2009

Inauguration day

 




 Alle 12 ( le 18 in Italia) - dopo la passeggiata con George Bush dalla Casa Bianca a Capitol Hill - giurerà come 44esimo presidente degli Stati Uniti, rinnovando una tradizione che ha 220 anni. Posando la mano sulla Bibbia che Lincoln usò nel 1861, sorretta dalla moglie Michelle, prometterà di fare del proprio meglio per «preservare, proteggere e difendere la Costituzione degli Stati Uniti», assumendo così a pieno titolo i poteri di presidente. Obama pronuncerà le 35 parole di giuramento previste dall'articolo 2 della Costituzione di fronte al presidente della Corte Suprema John Roberts, concludendo con ogni probabilità, come i suoi predecessori, «so help me God» (che Dio mi aiuti).

Due cose su Obama, perchè abbiamo veramente detto tutto ed il contrario di tutto: è il primo presidente nero, e poi oggi tra gli invitati ci sarà anche il pilota che ha salvato la vita a 155 persone...diretta su Red Tv, canale 890 di Sky, a partire dalle 17,00.

21 novembre 2008

Clin-tòn



L'ex first lady , secondo quanto scritto dal New York Times, ha accettato l'offerta del presidente eletto Barack di essere il prossimo segretario di Stato americano. Nel riportare la notizia il New York Times cita due fonti vicine a Hillary. «È pronta», ha detto una delle fonti. Secondo il giornale la decisione della ex rivale alle primarie è arrivata dopo una conversazione con Obama sul ruolo che Hillary avrebbe avuto ai vertici della diplomazia Usa e sui suoi piani in politica estera. L'annuncio ufficiale, secondo fonti democratiche, dovrebbe arrivare dopo la festa del Ringraziamento, il 27 novembre. (dal Corriere.it)

La famiglia Clinton si conferma una delle grandi dinastie di potere americane, e forse Barack Obama delude non poca gente, chiamando ad un posto così importante proprio la sua sfidante alle primarie del partito, sfidante che ha battuto anche grazie alla presa sul giovane elettorato "Io sono il nuovo, lei rapprsenta Washington". Eh sì, Washington la rappresenta molto bene, se, dopo 8 anni da first lady, ora prenderà il posto della Rice e, cosa non del tutto secondaria, si porterà dietro (li ha sempre selzionati Obama) la maggior parte degli uomini che furono nello staff di suo marito. Poco "change" per Barack, o frenesia di ricompattare il partito in un momento di difficoltà per tutto il paese?

7 novembre 2008

messaggi

 
Dopo un lungo silenzio da parte degli esponenti ufficiali di Al Qaeda sul voto americano, per la prima volta uno dei massimi dirigenti del gruppo terroristico si rivolge direttamente al prossimo presidente, attraverso un messaggio audio, della durata di 23 minuti, diffuso sui forum jihadisti in rete: «Americani, ritirate le vostre truppe dai nostri paesi e non entrate più nei nostri affari». Il messaggio è "firmato" dall'emiro dello "Stato islamico iracheno", sigla dietro la quale si nasconde la cellula locale di Al Qaeda, Abu Omar al-Baghdadi. (dal Corriere.it)

Mentre i grandi del mondo si congratulano con Obama, a Washington gli dedicano un muro su cui scrivere un pensiero, una frase o un messaggio per il presidente che verrà. Al Qaeda, più che esprimere la propria felicità, cerca di mettere subito sotto pressione il neoeletto presidente. Se questi 20 mesi di campagna elettorale sono stati duri, penso che Barack Obama si renderà conto in poco tempo di cosa significhi essere a capo della più grande potenza mondiale. Sarà messo al corrente di tutti i segreti di Stato, la Cia gli fornirà uno di quei rapporti chilometrici ed ultra-segreti che gli sveleranno cose mai sospettate?

6 novembre 2008

un nero alla Casa Bianca...


Ho titolato il post come la trasmissione di Vespa dell'altra sera perchè ho sentito Rula non particolarmente felice per la scelta fatta dal conduttore di porta a porta. Negli ultimi due giorni ho avuto poco tempo per postare (e anche per dormire), perchè al caos e all'emozione della lunga notte americana, si è aggiunto il cambio sede, il cambio logo, insomma il cambio televisione (da Nessuno Tv a RED). L'America è arrivata prima anche in questo, un presidente nero (e giovane), un outsider che però non viene dal nulla, che non sta lì per il solo fatto di essere giovane, bello e intelligente. E' cresciuto in una città difficile come Chicago, lavorando come avvocato, battendosi per i diritti civili, e poi spendendosi nel suo partito, prima nel 1992, per la campagna di Bill Clinton, e poi un anno più tardi, aiutando a far eleggere al Senato Carol Moseley Braun, la prima donna afro-americana a diventare senatrice. "Se qualcuno pensava che l'America non fosse il paese ove tutto è possibile..." è stata la frase con cui Barack Obama ha iniziato il suo discorso, e penso sia la lezione fondamentale per tutti, soprattutto per la politica italiana. Non sappiamo che presidente sarà, quello che ha disegnato durante la sua campagna è stato un sogno, un ideale. Ora dovrà scontrarsi con la realtà, che in questo momento è ancora più dura del normale.

5 novembre 2008

il Presidente









4 novembre 2008

1968 in America



1968. Esattamente 40 anni fa l'America si svegliava da un bel po' di incubi di cui Barack Obama, stanotte, vorrebbe definitivamente sbarazzarsi. Bob Kennedy pronunciò questo suo famoso discorso a marzo, discorso cvhe è rimasto nella storia e che probabilmente aiuta a capire quale sarà il collante che reggerà l'America nei prossimi anni, nonostante la seconda grande depressione. Un mese dopo queste parole, muore M. L. King, simbolo della lotta al razzismo in un'America conservatrice e ancora legata a vecchi pregiudizi. Morirà anche Bob Kennedy, dopo la vittoria alle primarie californiane, lanciatissimo verso la corsa alla Casa Bianca. E non basta. Perchè la scelta di Obama di chiudere la campagna a Chicago non è casuale: al Grant Park, in quell'estate caldissima, il movimento pacifista contestò il Partito Democratico, arrivando addirittura allo scontro e dando il via alla "rivoluzione conservatrice" che ha dominato l'America negli ultimi 40 anni, con le sole pause di Carter e Clinton (lo spiega bene Valentino, oggi sul Corriere della Sera).

3 novembre 2008

quasi presidente




L'ultimo sondaggio sulle presidenziali Usa diffuso dell'istituto Gallup registra una ulteriore crescita nei consensi a favore del candidato democratico, dato ora in vantaggio sul repubblicano John McCain per 52-42. Un sondaggio sempre di oggi della Cbs lo vede avanti di addirittura 13 punti, 54-41. E dopo l’impennata di ieri, Obama torna a distaccare di 6 punti il rivale anche nell’ultima analisi Zogby, fino ad oggi la più conservatrice, che oggi lo da al 50% contro il 44% di McCain.


La Rivoluzione francese abolì formalmente la schiavitù, anche se il commercio continuò indisturbato per decenni.
Questo non portò alla fine dello schiavismo, anzi aumentò i prezzi degli schiavi e cambiò il modo di portarli nei vari paesi. Adesso venivano chiusi in barili, in modo da poterli più comodamente far rotolare in mare in caso di abbordaggio di vascelli di paesi abolizionisti.
Finalmente con il Congresso di Vienna gli stati europei s’impegnarono ad abolirle la schiavitù, ma passò un altro mezzo secolo prima che si riuscisse a stroncare il contrabbando (l’ultimo carico clandestino di prigionieri da Quidah per le Americhe è del 1869). L’Inghilterra vi aveva già provveduto nel 1807. Gli Stati Uniti lo fecero soltanto nel mezzo secolo più tardi, nel 1863 dopo la guerra di secessione. Un secolo e mezzo dopo l'America (forse) avrà il suo primo presidente nero.Non è una cosa da poco

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