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Diario
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10 luglio 2009

l'altro G8

 

Si è concluso il G8. Ci si aspettava la grande disfatta di Silvio Berlusconi, stile G7 a Napoli, 1994, quando gli arrivò il famoso avviso di garanzia. Come al solito il premier scompagina le carte in tavola e vince, vince soprattutto grazie alla scelta di fare il summit a l'Aquila, nei luoghi del terremoto. Dalle macerie...

8 luglio 2009

i grandi della terra

L'AQUILA - Il vertice del G8 a L'Aquila è ufficialmente iniziato. Ad aprire i lavori un pranzo di lavoro incentrato sui temi dell'economia globale, iniziato intorno alle 13, 30 con un ritardo di circa mezz'ora sulla tabella di marcia. La prima delle tre giornate di lavoro è ristretta ai leader degli Otto Grandi (Italia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Russia e Stati Uniti) più il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, e il premier svedese e presidente di turno dell'Ue, Fredrik Reinfeldt. (Da il Corriere.it)

Roma è sotto assedio. Per andare a lavoro dobbiamo dimostrare di lavorare effettivamente a Palazzo Grazioli (a Red Tv, non vi fate illusioni...), la città è piena di carabinieri, poliziotti e finanzieri...devo ancora decidere se hanno superato (per densità e capacità di ingorgo) i turisti. Io a questi grandi summit non ci ho mai creduto, ma ogni volta li guardo con grande attesa, sperando di essere smentito: buon lavoro!

 

 

 

 

 

26 maggio 2009

Africa

Berlusconi dice che nelle strade delle città italiane, con particolare riferimento alla capitale, c'è troppa lordura, tanto da farle sembrare più vicine a quelle africane che a quelle europee. Roma, in questo maggio (il mese più bello dell'anno), mi sembra davvero l'Africa. Fa caldo, è pieno di turisti, le strade sono sporche (i turisti credono che qui possono fare quello che vogliono..), le piscine dei mondiali di nuoto sequestrate, i manifesti elettorali sommergono mura e luoghi pubblici, gli autisti di Palazzo Grazioli si annoiano...

 

 

 

20 gennaio 2009

Kakà(mpione)



Tutti i messaggi che mi arrivavano dicevano di scegliere con il cuore e penso che alla fine questa scelta è stata così. Non è assolutamente economica». Così Kakà ha commentato a Milan Channel la sua decisione di non cedere alle lusinghe del Manchester City e restare al Milan. «Ci sono state delle notizie, delle voci, tante speculazioni, che in questi giorni fanno fatto anche una brutta idea di mio papà. Non è così, io non ho mai litigato con mio papà. Le mie decisioni sono sempre in famiglia, mia moglie è stata bravissima, mi ha aiutato, mi ha sempre sostenuto in tutte le mie decisioni. La mia famiglia è stata bravissima e in nessun momento mi ha spinto ad andare da una parte o dall'altra. Alla fine ha contato la mia storia, dove sono legato e dove è in realtà il mio cuore».
(da il Corriere.it)

Sono contento che Kakà sia rimasto al Milan, al di là di come è andata la vicenda, perchè è un grandissimo giocatore (forse il più forte) ed è pure simpatico. Non so se abbia davvero tenuto in considerazione l'affetto dei tifosi o si sia semplicemente reso conto che a 27 anni, se cambi campionato, ce ne metti almeno 2 per ambientarti (vedi Sheva) e che in tutto questo bisogna vedere qual'è il progetto della squadra che ti prende. Devo anche dire che mi hanno colpito i tifosi "veri", quelli che si sono organizzati attraverso il web per riempirgli la cassetta postale di "lettere d'amore"...

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