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Diario
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16 marzo 2009

il ritorno di Prodi (?)




Però non dimentica i problemi creati dalla scelta di Veltroni di rompere l'Unione. E rivela che lo stesso giorno in cui l'allora segretario annunciò che il Pd sarebbe andato da solo alle elezioni, "io non ebbi bisogno di pensare, perché si affacciò Mastella nel mio ufficio a palazzo Chigi e disse 'se volete far fuori me, sono io che faccio fuori voi'. Anzi, Mastella disse una frase un po' più colorita...". "Sono andato via perché il partito aveva una linea che non condividevo, ma il Pd è la speranza del Paese".

Veltroni se ne va e rispunta fuori Prodi. Non credo sia così casuale il tesseramento del ex premier, anzi, sono di quelli che pensano che qualche telefonata tra lui e Franceschini c'è stata. Per capire se e come rientrerà nei giochi, aspettiamo il risultato delle elezioni e poi al Congresso ne vedremo delle belle.

14 febbraio 2009

clemente



«L'alleanza con il Pdl vale per le europee - conferma Mastella. - Dove si andrà a votare per le amministrative, in Campania, faremo una verifica e visto come mi hanno trattato non credo che ci saranno altre alleanze a sinistra». L'ex Guardasigilli replica seccato a chi insinua che il premier, Silvio Berlusconi, abbia in qualche modo saldato il debito con chi, di fatto, ha provocato la caduta di Prodi: «Chi dice questo è un farabutto». Mastella non intende però rivolgere nessun messaggio politico ai suoi ex partner del centrosinistra: «Non ho nulla da dire, a Veltroni o ad altri. Ringrazio invece il gruppo dirigente del Pdl: potevano avere molti motivi per dire no all'intesa, invece ho riscontrato piena sintonia sia dai livelli nazionali che da quelli locali». (dal Corriere.it)

Ritorna Clemente Mastella e fa esattamente quello che tutti avevano sospettatto ma che lui non ha mai confermato, il "salto della quaglia". Non capisco chi voti uno che nella scorsa legislatura non perdeva un'occasione per criticare il Cavaliere ed ora si presenta come suo alleato alle prossime elezioni europee, ma evidentemente qualcuno c'è...

14 novembre 2008

Riccardo Villari



L'ho cresciuto io. Lo presi dal Cdu, portandolo via a Buttiglione. Lo feci segretario regionale in Campania», il core-business del partito. «Poi lo feci eleggere consigliere regionale. Quindi lo portai in Parlamento, nel 2001. Lui esordì alla grande, regalando a tutte le deputate una statuetta di pastorello da presepe napoletano. Purtroppo finì come sempre in questi casi: crescono con me, poi quando arrivano in alto mi abbandonano. 
Nessun difetto?
«Bé, è un po' sfaticato — spiega Mastella —. Viene da una famiglia importante, di medici facoltosi. E' un altoborghese napoletano, e di conseguenza ha una concezione altoborghese della politica». Cioè?
«La domenica, mentre io giravo le parrocchie e le sagre del Sannio, lui andava a Capri». Non a caso, due delle quattro proposte di legge che Villari ha presentato come senatore riguardano «misure a sostegno delle isole minori» e «istituzione dell'Osservatorio dei porti turistici e della nautica».
(dall'intervista di Aldo Cazzullo a Clemente Mastella sul Corriere della Sera)

Leggete quest'intervista di Cazzullo a Clemente Mastella. Riccardo Villari è un napoletano vero, si dice che sia estremamente scaramantico, che questa elezione se la sia sentita durante la settimana. Ora, con molta calma, senza darsi affanno per le richieste di dimissioni(o meglio, le minacce) da parte di quasi tutto il PD (compreso Veltroni), il nuovo presidente della Commissione Vigilanza Rai (qualcuno poi mi spiegherà gli effettivi poteri di quest'organo parlamentare) annuncia di aver fissato incontri con tutte le massime cariche dello Stato, tanto da far dire a Massimo Donadi, non senza sarcasmo, "ci manca solo che si incontri con il Papa". Un Democristiano.

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