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Diario
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15 aprile 2009

Bo...?

22 dicembre 2008

petrolio e caviale




MILANO—Miracolo a Milano: sulla mensa dei poveri della città a Natale verrà servito il caviale. Non è il sequel della sceneggiatura di De Sica e Zavattini, che ai senzatetto della metropoli lombarda dedicarono lo splendido film del ’51. E’ tutto vero: il pranzo «da signori » sarà possibile grazie all’idea di un ispettore del Corpo Forestale dello Stato; lui e i suoi colleghi nei giorni scorsi avevano sequestrato 40 chili di caviale belga arrivati di contrabbando in Italia. 
(dal Corriere.it)

LONDRA — Sono alla fonda, cariche di greggio, ma ai comandanti è stato ordinato di non scaricare. Perché compagnie petrolifere e armatori stanno aspettando che il prezzo del barile risalga, spinto dai tagli della produzione annunciati dall'Opec e nel frattempo hanno deciso di costituire riserve galleggianti.
 
(Guido Santevecchi da il Corriere della Sera)

Il caviale nella mensa dei poveri e le petroliere ferme al largo. Due immagini del mondo capovolto che si sta preparando al Natale. Nonostante tutto, anche durante un periodo di crisi nera come quello che stiamo attraversando, un povero può mangiare il pasto più lauto della sua vita ad una mensa della Caritas ed un petroliere può essere costretto a lasciare le sue navi in mezzo al mare (e noi a pagare meno la benzina).

12 dicembre 2008

autodemolizioni





"WASHINGTON - Il Senato americano non trova l'accordo sul piano di salvataggio delle industrie automobilistiche (fino a 15 miliardi di dollari). Lo ha annunciato giovedì sera il leader della maggioranza democratica Harry Reid. «Non siamo riusciti a tagliare il traguardo», ha dichiarato Reid dopo lunghe ore passate a negoziare e compiere pressioni su un nocciolo duro di senatori repubblicani che rifiutano di salvare con fondi pubblici i tre colossi dell'auto, General Motors, Chrysler e Ford."

Continua la crisi nera dell'automobile, Volvo e Saab in Svezia rischiano grosso, se crollano  i colossi americani ci saranno ripercussioni anche per Fiat...(dall'America comunque arriva un'altra lezione di democrazia, alla Camera il provvedimento era passato, in Senato niente: è la prova che c'è una vera discussione)


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permalink | inviato da lucarossi il 12/12/2008 alle 11:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

9 dicembre 2008

Times




"New York. Due mesi fa ha chiuso il piccolo quotidiano New York Sun, ma ora la crisi finanziaria globale, il conseguente calo della pubblicità, la costante erosione delle vendite in edicola e la difficoltà di accedere a prestiti e finanziamenti stanno facendo tremare anche i giganti del giornalismo americano. Ieri la Tribune company, la società proprietaria del Chicago Tribune, del Los Angeles Times, del Baltimore Sun e di una altra trentina fra giornali e canali televisivi locali o di settore ha portato i libri in tribunale e ha chiesto la bancarotta.
Il New York Times è vicino al collasso, anche per una serie di cervellotiche scelte manageriali, e ha deciso di ipotecare il nuovo grattacielo di Renzo Piano sull’Ottava avenue per fare fronte alle linee di credito per 800 milioni (metà dei quali scadono a maggio) che presto non ci saranno più."
(da Christian Rocca su il Foglio)
 

Dopo gli aiuti di Stato alle banche, e la discussione sui finanziamenti per aiutare (o meglio, salvare) il settore automobilistico, l'America davanti all'ennesimo dilemma: la carta stampata deve morire? L'informazione via web è l'unica che continua a crescere (anche se la crisi ne ha rallentato i numeri), la raccolta pubblicitaria si sta spostando sempre di più verso Internet, la tv resiste alla crisi, dunque, che ne faremo dei giornali?

21 novembre 2008

Clin-tòn



L'ex first lady , secondo quanto scritto dal New York Times, ha accettato l'offerta del presidente eletto Barack di essere il prossimo segretario di Stato americano. Nel riportare la notizia il New York Times cita due fonti vicine a Hillary. «È pronta», ha detto una delle fonti. Secondo il giornale la decisione della ex rivale alle primarie è arrivata dopo una conversazione con Obama sul ruolo che Hillary avrebbe avuto ai vertici della diplomazia Usa e sui suoi piani in politica estera. L'annuncio ufficiale, secondo fonti democratiche, dovrebbe arrivare dopo la festa del Ringraziamento, il 27 novembre. (dal Corriere.it)

La famiglia Clinton si conferma una delle grandi dinastie di potere americane, e forse Barack Obama delude non poca gente, chiamando ad un posto così importante proprio la sua sfidante alle primarie del partito, sfidante che ha battuto anche grazie alla presa sul giovane elettorato "Io sono il nuovo, lei rapprsenta Washington". Eh sì, Washington la rappresenta molto bene, se, dopo 8 anni da first lady, ora prenderà il posto della Rice e, cosa non del tutto secondaria, si porterà dietro (li ha sempre selzionati Obama) la maggior parte degli uomini che furono nello staff di suo marito. Poco "change" per Barack, o frenesia di ricompattare il partito in un momento di difficoltà per tutto il paese?

12 novembre 2008

banca-rotta




In ogni caso, ha precisato Tremonti, l'intervento dello Stato per sostenere le banche non è un finanziamento alle banche, ma una misura a tutela del risparmio. Quindi, «se la banca fallisce i banchieri vanno a casa, o vanno in galera...».



Il Ministro Giulio Tremonti, oggi, in Commissione al Senato, ha riferito sulla crisi finanziaria, mettendo in chiaro un punto importante. Condivido pienamente.

23 ottobre 2008

recession




L'Ibex, l'indice della Borsa di Madrid, fa segnere - 8%, a causa delle decisioni del governo argentino di nazionalizzare i fondi pensione. Buenos Aires, solo ieri, ha perso il 16%, ma sono giorni che l'indice scende vertiginosamente, tanto da far temere un default-bis, simile a quello che nel 2001 mise in ginocchio il paese (e i milioni di risparmiatori che avevano investito in bond argentini). Brutto momento per la Spagna, che è risultata essere uno dei paesi più colpiti dal crack finanziario, proprio in virtù del fatto che il boom economico dell'ulimo decennio si è basato molto sull'edilizia, ed è proprio il settore edile quello implicato maggiormente (nella penisola iberica, al contrario dell'Italia, circa l'80% dei mutui sono a tasso variabile). Zapatero si è beccato un altro duro colpo, con l'esclusione al G20 allargato, la Spagna non rientrerebbe neanche fra i paesi considerti emergenti, ma "e gradito il suo aiuto attraverso l'invio di idee e proposte". E pensare che quest'estate, dopo la vittoria dell'Europeo, la Spagna era lanciatissima verso l'Olimpo delle grandi nazioni...

10 ottobre 2008

il numero 2




Continua la crisi nera dei mercati finanziari. Milano e Francoforte i peggiori (anche se, mentre scrivo, Piazza Affari è risalita al -4% mentre la città tedesca si attesta al -10%), eppure, del nostro sistema bancario, molti continuano a dire che sia sicuro (oltre a Berlusconi): sembrerebbe che la tanto criticata arretratezza dei nostri istituti di credito, la difficoltà nell'elargire un mutuo, la lentezza e le continue garanzie richieste alle imprese per l'apertura di un credito, si stiano rivelando dei veri punti di forza, una specie di fortino che metterebbe al sicuro, almeno in parte, i soldi degli italiani. Non ultimo il fondo interbancario a difesa dei depositi dai 50 mila fino ai 103 mila euro, che l'Ecofin ha proposto poi in seduta comune con i 27 paesi membri. L'America, paese d'origine del grande crack (come già nel 1929 e nel 2001), continua la sua caduta libera: crolla l'import e l'export, il down jones costantemente al -7% e gli investitori che si fanno prendere dal "panico vendita", quindi disinvestimenti continui senza che nessun provvedimento reimetta la fiducia necessaria. Una vittima illustre dell'andamento dei mercati finanziari,  è il fondatore della Microsoft, Bill Gates, che, dopo ben 15 anni, lascia la testa della classifica dei più ricchi del mondo (redatta da Forbes): il numero uno è Warren Buffet, re della assicurazioni. Bill è solo il numero due...

8 ottobre 2008

tutti giù per terra




Wall Street trascina tutte le piazze europee nel baratro. Il taglio del costo del denaro ha dato fiato alle borse solo per poche ore, poi è tornato il pessimismo: 340 miliardi di euro bruciati dall'Europa. La Gan Bretagna, dal canto suo, immette quasi 200 miliardi di euro di liquidità, nazionalizza a metà 8 grandi gruppi di credito, in pratica decretando la fine del liberalismo: lo Stato deve curare i pazienti malati, che stavolta sono le banche e non i semplici risparmiatori. L'aumento della garanzia sui depositi bancari mi sembra, in questo senso, una misura che per lo meno aiuta direttamente i risparmiatori, visto che in Italia, a quanto pare, permane ancora un certo grado di fiducia verso i depositi in conto corrente...mi vengono in mente le parole di mia nonna: se devi investire investi sul mattone!

30 settembre 2008

In God We Trust

 


«L’aumento di fedeli delle ultime settimane ha raggiunto l’apice proprio oggi, mai prima d’ora la chiesa era stata così affollata da uomini in giacca e cravatta e da donne in tailleur», spiega il reverendo Mark Bozzuti-Jones della Trinity Church, chiesa episcopale di Wall Street. Manager e broker si ritrovano tra i banchi delle parrocchie del distretto finanziario, pregano o riflettono, più in generale cercano rifugio. «Sono turbati, hanno paura, sono in cerca di una parola di conforto - dice -, una situazione del genere non si vedeva dall’11 settembre». Dopo la funzione del primo pomeriggio in molti si accalcano vicino all’altare per scambiare una parola col reverendo. (Francesco Semprini da La Stampa)


L'America è anche questa...

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