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Diario
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5 luglio 2010

sudamericane

Hugo Chavez aveva parlato di strapotere delle sudamericane in questo mondiale e di fine del calcio europeo. Ora anche Fidel Castro dice che se non ci sarà una sudamericana in finale, sarà il più brutto mondiale della storia. Bene, altro motivo in più per essere felici che ancora una volta è il calcio europeo a dominare il mondiale (che effettivamente non mi ha entusiasmato), e chiaramente, motivo in più per tifare contro l'Uruguay (con tutta la simpatia che ho per Muslera)

10 luglio 2009

l'altro G8

 

Si è concluso il G8. Ci si aspettava la grande disfatta di Silvio Berlusconi, stile G7 a Napoli, 1994, quando gli arrivò il famoso avviso di garanzia. Come al solito il premier scompagina le carte in tavola e vince, vince soprattutto grazie alla scelta di fare il summit a l'Aquila, nei luoghi del terremoto. Dalle macerie...

8 luglio 2009

i grandi della terra

L'AQUILA - Il vertice del G8 a L'Aquila è ufficialmente iniziato. Ad aprire i lavori un pranzo di lavoro incentrato sui temi dell'economia globale, iniziato intorno alle 13, 30 con un ritardo di circa mezz'ora sulla tabella di marcia. La prima delle tre giornate di lavoro è ristretta ai leader degli Otto Grandi (Italia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Russia e Stati Uniti) più il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, e il premier svedese e presidente di turno dell'Ue, Fredrik Reinfeldt. (Da il Corriere.it)

Roma è sotto assedio. Per andare a lavoro dobbiamo dimostrare di lavorare effettivamente a Palazzo Grazioli (a Red Tv, non vi fate illusioni...), la città è piena di carabinieri, poliziotti e finanzieri...devo ancora decidere se hanno superato (per densità e capacità di ingorgo) i turisti. Io a questi grandi summit non ci ho mai creduto, ma ogni volta li guardo con grande attesa, sperando di essere smentito: buon lavoro!

 

 

 

 

 

19 novembre 2008

pacco postale



BERLINO (GERMANIA) - Una fuga degna di Edmond Dantes. O forse della banda Bassotti. Ma se il protagonista del romanzo di Dumas si chiudeva in un sacco per cadaveri e si faceva buttare in mare, un detenuto di un carcere tedesco ha pensato che le poste teutoniche fossero un mezzo più efficiente e per fuggire dalla prigione di Willich si è letteralmente spedito. 
Il detenuto infatti si è infilato in un grosso pacco con tanto di mittente e destinatario. Lo scatolone è stato caricato insieme al resto della corrispondenza su un autocarro e così Ysar Bayrak, un trentasettenne spacciatore di droga che doveva scontare ancora tre anni, ha lasciato il complesso situato nel land del Nordreno-Westfalia.


In Germania le poste funzionano, non c'è niente da fare...

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