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Diario
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21 novembre 2008

Clin-tòn



L'ex first lady , secondo quanto scritto dal New York Times, ha accettato l'offerta del presidente eletto Barack di essere il prossimo segretario di Stato americano. Nel riportare la notizia il New York Times cita due fonti vicine a Hillary. «È pronta», ha detto una delle fonti. Secondo il giornale la decisione della ex rivale alle primarie è arrivata dopo una conversazione con Obama sul ruolo che Hillary avrebbe avuto ai vertici della diplomazia Usa e sui suoi piani in politica estera. L'annuncio ufficiale, secondo fonti democratiche, dovrebbe arrivare dopo la festa del Ringraziamento, il 27 novembre. (dal Corriere.it)

La famiglia Clinton si conferma una delle grandi dinastie di potere americane, e forse Barack Obama delude non poca gente, chiamando ad un posto così importante proprio la sua sfidante alle primarie del partito, sfidante che ha battuto anche grazie alla presa sul giovane elettorato "Io sono il nuovo, lei rapprsenta Washington". Eh sì, Washington la rappresenta molto bene, se, dopo 8 anni da first lady, ora prenderà il posto della Rice e, cosa non del tutto secondaria, si porterà dietro (li ha sempre selzionati Obama) la maggior parte degli uomini che furono nello staff di suo marito. Poco "change" per Barack, o frenesia di ricompattare il partito in un momento di difficoltà per tutto il paese?

15 novembre 2008

Barack and Hillary





WASHINGTON — Lo scorso gennaio, alla domanda su quali libri avrebbe considerato essenziali se fosse stato eletto presidente, Barack Obama rispose indicando una biografia di Abraham Lincoln, scritta da Doris Kearn Goodwin, dal titolo Team of Rivals, squadra di rivali: «Parla della capacità di Lincoln di portare nel suo governo gli oppositori e chi si era candidato contro di lui. Si sentiva abbastanza sicuro da volere queste voci dissenzienti vicino. È quello che intendo fare da presidente». «Signed, sealed, delivered», potremmo dire citando la canzone di Stevie Wonder, colonna sonora della sua campagna. Potrebbe essere Hillary Clinton il prossimo segretario di Stato americano, l'ambasciatrice nel mondo dell'Amministrazione Obama. L'incarico le è stato offerto ieri pomeriggio dallo stesso presidente-eletto. (Paolo Valentino su il Corriere della Sera)

Obama è intelligente, sa che deve recuperare prima di tutto i dubbiosi all'interno dl suo partito, poi, se vorrà davvero affrontare la crisi finanziaria, dovrà coinvolgere (e d'altronde sembra che sia già pronto) anche personalità tra i repubblicani. Col senno di poi fa ridere pensare a qualche mese fa, durante le priamaie non si sono certo risparmiati...

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