.
Annunci online

 
lucarossi 
<%if foto<>"0" then%>
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  fantanessuno
RED tv
luciano consoli
claudio caprara
mario adinolfi
marco de amicis
marco esposito
nessuno tv
paola di fraia
rudi ghedini
  cerca

In onda su RED

www.redtv.it


 

diario | Fotografando |
 
Diario
1visite.

15 novembre 2011

Della crisi e di altri demoni

Scusate, ma quelli chesi sono dati un bacio in piazza del Quirinale, alla notizia delle dimissioni di Silvio Berlusconi da presidente del Consiglio, credendo di emulare il famoso bacio a Times Square nel 1945, mi hanno messo molta tristezza. E hanno messo molta tristezza, e non solo a me, tutti quelli che si sono riuniti sotto la residenza romana dell'ex premier al grido di "te nevai o no" e altri cori degni di una curva dello Stadio Olimpico. Prima di tutto perché, piaccia o no, Silvio Berlusconi, è stato eletto da più della maggioranza degli italiani tre anni e mezzo fa. Legge elettorale sbagliata o no, il nome di Berlusconi, insieme a quello dell'allora sfidante WalterVeltroni e degli altri leader di partito, è stato quello su cui gli elettori hanno messo una bella croce, e sono stati di più, di più ad esempio di quelli della tornata elettorale del 2006, quando il divario tra Prodi e Berlusconi fu minimo.

Ora, si può essere delusi da un governo, ci si può sentire traditi, si può recriminare che non sia stato rispettato il programma, si possono anche tirare in ballo gli scenari internazionali, accusando chi è stato al potere di non aver avuto il timone saldo nelle proprie mani, di essersi lasciato sfuggire il governo della nave proprio nel momento clou, di non aver dimostrato la necessaria credibilità in un momento così delicato. Critiche legittime. Se sono tutte vere lo si capirà tra un po' di tempo, quando qualcuno si degnerà di spiegarci bene come mai l'Europa si muove all'unisono solo quando si tratta di criticare e mai quando c'è da costruire. O meglio, quando c'è da costruire e ci sono in gioco interessi concreti, nasce sempre un asse Parigi-Berlino e simili. Rimane il fatto che, se qualcuno ha avuto da ridire sull'attuale legge elettorale, perché non permette ai cittadini di scegliere i parlamentari che possano rappresentarli decentemente in Parlamento, allora non si capisce com esi possa accettare un governo che non rappresenta proprio nessuno e che al massimo è figlio di un grande fallimento. I governi di solidarietà nazionale, gli esecutivi tecnici o di transizione e tutto quello che di più tragico vi si può aggiungere, sono stati spesso anche quelli che hanno preceduto una dittatura. E non è un'esagerazione. La resa della politica dinnanzi ad una crisi di peso internazionale è il venir meno di ogni fondamento alla base della vita democratica dei paesi cosiddetti occidentali. E' il fallimento di tutti.

Nel 1929, di fronte alla prima crisi causata dalla speculazione borsistica, il presidente in carica, il repubblicano Herbert Hoover, non si dimise ma cercò di tamponare quella che sembrava una vera catastrofe per il paese più ricco del mondo, con dei provvedimenti lampo, anche molto duri. Nel 1932 (ben tre anni dopo), il popolo americano giudicò tali provvedimenti per quello che si erano dimostrati: totalmente inefficaci. Franklin Delano Roosvelt fu eletto presidente degli Stati Uniti, e fu eletto con una maggioranza schiacciante proprio contro Hoover, che i più hanno ormai dimenticato, associandolo al totale fallimento. Ve lo immaginate un tecnico alla guida degli USA dopo il più grande crack della storia, a pochi mesi da quel famoso "giovedì nero"? In Italia invece va così. Berlusconi si dimette con lo spread a quota 575, la parola default sulla bocca di tutti, l'incubo Grecia che aleggia. E mentre il premier in pectore, Mario Monti, si consulta con tutti (ma proprio tutti) i partiti per la formazione del nuovo governo, a Piazza Affari è tornato il segno meno, lo spread è di nuovo altissimo e ha perso terreno dopo quello che a molti era apparso un netto e inesorabile recupero dovuto alle dimissioni di Berlusconi. La differenza di rendimento tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi è di fatto ciò che sta governando la politica italiana, e, in forma minore, anche quella europea. Una massa di speculatori? Poteri forti che operano sotto copertura? Dietrologi e benaltristi si divertiranno a cercare di capire chi muove i fili del mercato finanziario, dove si nasconde di tutto, dove spesso "i titoli spazzatura" sono camuffati in pacchetti di titoli buoni, dove un presunto investimento diventa in pochi minuti una vera e propria scommessa sul fallimento di un'impresa, o peggio, di un paese. Alla faccia dello sviluppo. Alla faccia della democrazia. Alla faccia dell'odierna classe politica, che ha perso un'altra occasione per riscattare il blando contributo che ha dato al Paese negli ultimi anni. Vorrei andare ad intervistare quei due che si sono baciati davanti al Quirinale sabato scorso, e li vorrei intervistare il giorno in cui il nuovo governo Monti annuncerà la stretta sulle pensioni, il ritorno dell'ICI o qualche altra bella misura impopolare di cui tanto, quando andremo alle elezioni (e si spera il prima possibile), nessuno se ne assumerà la responsabilità (politica). 

29 aprile 2009

ciarpame senza pudore



Ma quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più grave, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere e soprattutto contro quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti" "Qualcuno - osserva Veronica Lario - ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell'imperatore. Condivido, quello che emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere" (Veronica Lario da un intervento per Farefuturo.it)

Veronica Lario (la foto sopra è di qualche tempo fa) alza di nuovo la testa, come fece un paio di anni fa...stavolta però è veramente dura. L'impressione è che a scatenare la moglie del premier sia stata la partecipazione di quest'ultimo alla festa della 18enne Noemi (qui sotto le foto)...lei lo chiama papi...




31 marzo 2009

post sbornia






Con qualche giorno di ritardo volevo commentare il congresso del Pdl che ho seguito da vicino per tutti e tre i giorni in cui si è svolto. Prima di tutto le masse di gente trascinate lì. E' vero che era tutto pagato, perfino i parlamentari, oltre a non essere obbligati a versare  il famos "obolo", che in genere, ai congressi, i più facoltosi pagano per i delegati semplici, hanno avuto tutto spesato. Però il punto non è lì, il punto è che dopo tre giorni c'era un entusiasmo generale, seimila persone trascinate dal Capo che non si è dovuto neanche sprecare troppo per strappare grandi vagonate di applausi. Ho visto gente che si era intrufolata nel recinto stampa e pur vedendo che nessuno dei giornalisti applaudiva (per dovere di cronaca...anche se a qualcuno qualche applauso è scappato), si spellava per gli applausi, gridava "bravo, bravo!!!" senza alcun pudore. Qualcuno ha detto "poche discussioni", "poca democrazia interna". Eppure non è detto che un partito debba per forza formare la sua classe con delle primarie, o debba discutere fino allo sfinimento per poi trovarsi con un pugno di mosche in mano (con evidenti ripercussioni davanti all'elettorato). C'è un popolo che ama Silvio Berlusconi, il suo modo di far politica, tutti i riti che ormai gli sono stai costruiti intorno. C'è un altro popolo che non lo ama, che non sopporta certe "facilonerie", un certo "modo sbrigativo" di far politica, che però, con la stessa (e forse con più) severità di giudizio, è pronto a dare addosso alla stessa parte politica per cui vota (la sinistra). Il popolo del Pdl ha quello che vuole, quando non ci sarà più Berlusconi se ne ridiscuterà, ma il popolo del PD e la sinistra, hanno quello che vogliono? La classe dirigente ascolta il malessere che viene, prima di tutto, dal suo stesso elettorato. Le europee e le amministrative del 6 e 7 giugno ce lo diranno...

24 marzo 2009

il presidente-ferroviere



"Sono stato presidente operaio, presidente-imprenditore, non avrei mai immaginato di diventare presidente-ferroviere. Adesso mi si regali il Frecciarossa"

23 marzo 2009

squadra di governo



I redditi 2007 della squadra di governo

-Silvio Berlusconi 14.532.538 euro
-Giulio Tremonti 4.536.164
-Gianni Letta 1.154.962
-Guido Bertolaso 1.013.822
-Ignazio La Russa 490.188
-Rocco Crimi 473.198
-Michela Vittoria Brambilla 311.499
-Gianfranco Miccichè 228.696
-Renato Brunetta 228.313
-Roberto Calderoli 223.199
-Roberto Maroni 220.125

11 marzo 2009

la vecchietta




Lo so che Berlusconi avrebbe dovuto parlare del nuovo partito, a due settimane dal congresso fondativo, lo so che magari poteva dire qualcosa in più sulle misure del governo in materia economica, davanti a tutti i parlamentari di FI e AN riuniti...però quando ha raccontato le sue barzellette io mi sono veramente messo a ridere...

14 febbraio 2009

clemente



«L'alleanza con il Pdl vale per le europee - conferma Mastella. - Dove si andrà a votare per le amministrative, in Campania, faremo una verifica e visto come mi hanno trattato non credo che ci saranno altre alleanze a sinistra». L'ex Guardasigilli replica seccato a chi insinua che il premier, Silvio Berlusconi, abbia in qualche modo saldato il debito con chi, di fatto, ha provocato la caduta di Prodi: «Chi dice questo è un farabutto». Mastella non intende però rivolgere nessun messaggio politico ai suoi ex partner del centrosinistra: «Non ho nulla da dire, a Veltroni o ad altri. Ringrazio invece il gruppo dirigente del Pdl: potevano avere molti motivi per dire no all'intesa, invece ho riscontrato piena sintonia sia dai livelli nazionali che da quelli locali». (dal Corriere.it)

Ritorna Clemente Mastella e fa esattamente quello che tutti avevano sospettatto ma che lui non ha mai confermato, il "salto della quaglia". Non capisco chi voti uno che nella scorsa legislatura non perdeva un'occasione per criticare il Cavaliere ed ora si presenta come suo alleato alle prossime elezioni europee, ma evidentemente qualcuno c'è...

3 febbraio 2009

Kim II Sung

 

Il Cavaliere, monarca assoluto, resta l'unico leader "che si presenta alla sua gente nei teatri circondato dai gorilla con la radiolina all'orecchio". Il partito è poi composto "da una corte osannante", i parlamentari sono "nominati" con criteri che in alcuni casi "provocano imbarazzo o rossore".
(Paolo Guzzanti in un'intervista ad Antonello Caporale, oggi su Repubblica).

L'ennesimo epiteto...

26 gennaio 2009

soldati e spose



"Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze italiane, credo che non ce la faremmo mai...".
(Silvio Berlusconi, 25 gennaio 2009)

30 novembre 2008

Iva la dolce




Ilaria D'Amico s'infuria con Silvio Berlusconi, e regala a Sky un grandissimo spot televisivo  (Diretta Gol ed Excite, in confronto, sono davvero niente...). Berlusca si va ad infognare di nuovo con il conflitto d'interessi, proprio dopo aver lanciato segnali di fumo verso l'opposizione, segnali che, in un periodo di forte crisi come quello che stiamo attraversando, forse il Pd avrebbe raccolto positivamente...ora diventa tutto più difficile.

sfoglia
febbraio        febbraio