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Diario
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23 ottobre 2008

recession




L'Ibex, l'indice della Borsa di Madrid, fa segnere - 8%, a causa delle decisioni del governo argentino di nazionalizzare i fondi pensione. Buenos Aires, solo ieri, ha perso il 16%, ma sono giorni che l'indice scende vertiginosamente, tanto da far temere un default-bis, simile a quello che nel 2001 mise in ginocchio il paese (e i milioni di risparmiatori che avevano investito in bond argentini). Brutto momento per la Spagna, che è risultata essere uno dei paesi più colpiti dal crack finanziario, proprio in virtù del fatto che il boom economico dell'ulimo decennio si è basato molto sull'edilizia, ed è proprio il settore edile quello implicato maggiormente (nella penisola iberica, al contrario dell'Italia, circa l'80% dei mutui sono a tasso variabile). Zapatero si è beccato un altro duro colpo, con l'esclusione al G20 allargato, la Spagna non rientrerebbe neanche fra i paesi considerti emergenti, ma "e gradito il suo aiuto attraverso l'invio di idee e proposte". E pensare che quest'estate, dopo la vittoria dell'Europeo, la Spagna era lanciatissima verso l'Olimpo delle grandi nazioni...

10 ottobre 2008

il numero 2




Continua la crisi nera dei mercati finanziari. Milano e Francoforte i peggiori (anche se, mentre scrivo, Piazza Affari è risalita al -4% mentre la città tedesca si attesta al -10%), eppure, del nostro sistema bancario, molti continuano a dire che sia sicuro (oltre a Berlusconi): sembrerebbe che la tanto criticata arretratezza dei nostri istituti di credito, la difficoltà nell'elargire un mutuo, la lentezza e le continue garanzie richieste alle imprese per l'apertura di un credito, si stiano rivelando dei veri punti di forza, una specie di fortino che metterebbe al sicuro, almeno in parte, i soldi degli italiani. Non ultimo il fondo interbancario a difesa dei depositi dai 50 mila fino ai 103 mila euro, che l'Ecofin ha proposto poi in seduta comune con i 27 paesi membri. L'America, paese d'origine del grande crack (come già nel 1929 e nel 2001), continua la sua caduta libera: crolla l'import e l'export, il down jones costantemente al -7% e gli investitori che si fanno prendere dal "panico vendita", quindi disinvestimenti continui senza che nessun provvedimento reimetta la fiducia necessaria. Una vittima illustre dell'andamento dei mercati finanziari,  è il fondatore della Microsoft, Bill Gates, che, dopo ben 15 anni, lascia la testa della classifica dei più ricchi del mondo (redatta da Forbes): il numero uno è Warren Buffet, re della assicurazioni. Bill è solo il numero due...

30 settembre 2008

In God We Trust

 


«L’aumento di fedeli delle ultime settimane ha raggiunto l’apice proprio oggi, mai prima d’ora la chiesa era stata così affollata da uomini in giacca e cravatta e da donne in tailleur», spiega il reverendo Mark Bozzuti-Jones della Trinity Church, chiesa episcopale di Wall Street. Manager e broker si ritrovano tra i banchi delle parrocchie del distretto finanziario, pregano o riflettono, più in generale cercano rifugio. «Sono turbati, hanno paura, sono in cerca di una parola di conforto - dice -, una situazione del genere non si vedeva dall’11 settembre». Dopo la funzione del primo pomeriggio in molti si accalcano vicino all’altare per scambiare una parola col reverendo. (Francesco Semprini da La Stampa)


L'America è anche questa...

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