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diario | Fotografando |
 
Diario
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12 luglio 2010

furie rosse

Onore alla Spagna che ieri, per la prima volta (e vorrà dire qualcosa), è salita sul tetto del mondo, alla sua prima finale (e anche questo vorrà dire qualcosa). Il mondiale si è confermato quello che già appariva dai primi turni: uno dei più brutti, con tante papere (ieri per fortuna non ce ne sono state) ma soprattutto tanti errori arbitrali. Ieri, l'arbitro Webb, forse in debito d'ossigeno, non ha visto la deviazione sull'ultima punizione di Sneijder che avrebbe dato il calcio d'angolo all'Olanda, invece del rinvio di Casillas da cui poi è scaturito il gol partita. Rammarico per l'Italia, che se avesse avuto qualche elemento in più, visto il livello della partita di ieri, ma anche di molti altri scontri della fase eliminatoria, sarebbe arrivata molto più in là, peccato che noi lasciamo sempre i fuoriclasse a casa, mentre gli altri se li portano proprio tutti, anche a costo di tenerli in panchina per la maggior parte del torneo (vedi Fabregas, che poi è entrato ed ha fatto l'assist decisivo). Un'altra annotazione: tutti i giocatori della Spagna sono spagnoli (e credo anche che siano quasi tutti olandesi gli oranges), nessun naturalizzato tipo la tanto osannata Germania, ma tutti gioiellini cresciuti nelle "canteras". Nessun fraintendimento, Balotelli è italiano come lo sono io, rappresenta anche una nuova generazione di italiani, Amauri no, è nato, cresciuto e vissuto in Brasile, dove non giocherà mai perchè platealmente al di sotto degli standard dei suoi attaccanti (se era difensore magari ce la faceva ad occupare la panchina).

 

5 luglio 2010

sudamericane

Hugo Chavez aveva parlato di strapotere delle sudamericane in questo mondiale e di fine del calcio europeo. Ora anche Fidel Castro dice che se non ci sarà una sudamericana in finale, sarà il più brutto mondiale della storia. Bene, altro motivo in più per essere felici che ancora una volta è il calcio europeo a dominare il mondiale (che effettivamente non mi ha entusiasmato), e chiaramente, motivo in più per tifare contro l'Uruguay (con tutta la simpatia che ho per Muslera)

25 giugno 2010

che tristezza

Devo essere sincero: io ci avevo creduto. Un po' meno dopo la Nuova Zelanda, certo, però l'Italia ha sempre una soglia psicologica da superare, dopo la quale sembra improvvisamente diventare una vera squadra. Come i mondiali più sfortunati (ho nella mente quello in Corea) non c'è stato nessuno sblocco, i giocatori sono apparsi fermi sulle gambe, senza alcuna personalità, e questo, mi dispiace caro Lippi, sta soprattutto nelle scelte del Ct. Certo, il calcio italiano andrà pure cambiato, ci sarà un motivo per cui non c'era nessun giocatore della vincitrice delle scudetto, e solo uno della seconda classificata, però, forse uno sforzo si poteva fare, forse Balotelli, Cassano, ma anche Totti, un po' di carattere a questa squadra gliel'avrebbero dato. E si è vista la differenza quando è entrato l'unico giocatore dotato tecnicamente (Pirlo) e quello un po' più spavaldo (Quagliarella)...a volte contano i singoli: se non ci fosse stato Baggio nei mondiali del '94, nessuno si ricorderebbe che quell'Italia ha perso una finale ai rigori con il Brasile di Romario e Bebeto, perchè in finale non ci saremmo mai andati.

20 giugno 2010

kiwi amari

Brutta Italia quella di oggi, sopratutto considerando la caratura dei nostri avversari, molto al di sotto dell'ostico Paraguay. Quello che mi ha spaventato è stata la difesa, visto che in attacco, per tradizione, ci mettiamo sempre un po' a sbloccarci, ma prendere due goal  nelle prime due gare, sulle uniche due occasioni della squadre avversarie, per di più su palle ferme, e sempre, dispiace dirlo, con molta colpa del nostro capitano, Fabio Cannavaro. Inutile raccontarci fandonie, Camoranesi, Cannavaro, Buffon, Gattuso, non sono gli stessi di 4 anni fa, voglio tirare fuori Zambrotta (migliore in campo insieme a Montolivo), e Pirlo, perchè lo dobbiamo ancora vedere all'opera, e perchè insieme a De Rossi, lo considero il più dotato di tutta la squadra. Peccato, perchè visto il livello delle altre, con qualche fenomeno in più (Balotelli, Cassano, lo stesso Totti, Santon, Boriello....), si poteva arrivare lontano.

17 giugno 2010

vuvuzela 2

Prima di cercare di capire com’è possibile eliminare l’orrida colonna sonora, eliminiamo un equivoco alimentato dall’onnipotente presidente della Fifa Joseph Blatter. Le vuvuzelas non appartengono al repertorio culturale zulu, non hanno nulla di ancestrale, non affondano le loro radici nella musica etnica e non derivano dal corno di koudou (una specie di antilope). Rompono e basta!Le vuvuzelas le ha inventate un signore che si chiama Freddie «Saddam» Maake: il suo punto di partenza era una di quelle trombette con peretta di gomma che si montano sulle biciclette come campanello. All’inizio, essendo d’alluminio, la vuvuzela era vietata negli stadi, nonostante Saddam e i suoi amici la usassero per infastidire gli avversari. Nel 1989 Saddam trova un industriale che comincia a fabbricare vuvuzelas di plastica (Aldo Grasso dal Corriere della Sera di oggi)

Dopo il pezzo di Gramellini di ieri, arriva anche la stroncatura del critico televisivo del Corriere, Aldo Grasso, che di solito non è proprio tenero con quello che ci propone l'odierna programmazione, figuriamoci se poteva sopportare il ronzio delle vuvuzelas.

16 giugno 2010

vuvuzela

Massimo rispetto per i costumi locali (gli aborigeni australiani soffiano da migliaia di anni dentro un tubo, il didgeridoo, e ne sono piuttosto orgogliosi), meno per i soffiatori d'importazione, che fra un mese si stuferanno della trombetta e la dimenticheranno in qualche cassetto, come fanno i bambini capricciosi con i giocattoli di Natale. La famosa fine del mondo del 21-12-2012 sarà annunciata dal suono incessante di milioni di vuvuzelas che perforeranno i timpani di tutti i furbi del pianeta, mentre i pochi saggi avranno Mozart o gli U2 nelle cuffie e non si accorgeranno di niente. (Massimo Gramellini su La Stampa di oggi)

Posto solo ora il bel pezzo di Gramellini di oggi perchè mi è venuto in mente guardando la partita dei padroni di casa. Peccato, gli spettatori meritavano davvero di più, ma con l'Uruguay non c'è stata davvero storia.

14 giugno 2010

difendiamola!!!

L'Italia ha una formazione senza fuoriclasse, è vero; ha una formazione che richiama quella dell'ultimo mondiale vinto, con meno freschezza, meno brillantezza, insomma, è anche un po' vecchiotta, e poi non c'è nessun giocatore che abbia vinto lo scudetto, o che abbia partecipato ad una finale (ma neanche semifinale) delle grandi competizioni internazionali. Si può continuare a dire tutto il male possibile della nostra nazionale, come il fatto che non abbia un modulo ben definito (ancora non si è capito chi giocherà titolare a meno di 5 ore dal fischio d'inizio), però è sempre l'Italia, siamo sempre i campioni del mondo in carica, la maggior parte dei giocatori non ha paura di trovarsi lì, ha coraggio, personalità...sono sicuro che come ogni mondiale, venderemo cara la pelle, e poi, se passiamo gli ottavi, lì ogni turno è una lotteria, si può andare anche molto lontano. Forza azzurri!!!!!

14 giugno 2010

jabulani

L'avevano detto che questo pallone aveva traiettorie un po' strane...capisco le esigenze del marketing mondiale e il giro di affari incredibile che questo genera, ma è possibile che ogni volta bisogna cambiare anceh la forma del pallone? Tra 20 anni sarà ovale? Nelle prime tre giornate già due grandi papere...va bene che i portieri in questione non sono fenomeni, però...

 

12 giugno 2010

Sudafrica

 

Oggi è iniziato il mondiale, il Sudafrica non ha giocato una bellissima partita, ma ci ha messo tanta grinta e sopratutto in campo c'era un grandissimo pubblico!! Però mi chiedo: ma com'è possibile suonare una vuvuzela (la tipica trombetta che ormai è diventata il simbolo del mondiale) per 90 minuti di seguito, e, a quanto raccontano i cornisti, anche per strada?Secondo me è il nemico numero uno da combattere...anche per chi si guarda la partita da casa.

10 giugno 2010

la polvere dei sogni

 

"La tenuta, per qualche oscuro motivo e indubbiamente fantasioso, era chiamata Sinai; ma per noi fu sempre conosciuta con il nome di "Casa degli uccelli", e sembrava perfettamente naturale che in mezzo a una simile esuberanza ornitologica la stessa Ouma Kristina finisse a poco a poco per somigliare a ciò che la circondava, come si dice della somiglianza dei cani ai loro padroni" ... ... "Un posto in cui qualunque cosa era possibile, poteva accadere, anzi accadeva. Di notte era visitato da fantasmi e da spiriti ancestrali - io lo so, credetemi: li ho sentiti, ho avvertito la loro presenza, li ho visti - ma anche di giorno, sotto l'implacabile occhio divino del sole, si mostrava misterioso, improbabile, un sogno o un incubio, un pensiero o una speranza, o una visione turbata dalla colpa, una prova disperata ed esuberante degli eccessi di cui la mente umana è capace, quando è lascita libera."

 

Questo è uno di quei romanzi che mi ha fatto scoprire la storia di un paese che pensavo di conoscere bene ma che invece è piena di incognite. Le contraddizioni e le difficoltà del Sudafrica post-apartheid vanno al di là dei nostri miti occidentali, fondati sulla grande figura di Nelson Mandela. Prima lettura estiva consigliata, davanti al mondiale che inizierà domani, con un grande in bocca al lupo ai sudafricani che hanno una grande occasione e per questo sono sottoposti ad un bel rischio.

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