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Diario
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12 luglio 2010

signora mia, che caldo!

 

Oggi Roma è un vero phon. Uscire dalla redazione (piazza Venezia) per andare a prendere un cafè alla Tazza d'oro (Pantheon) ci è costato tanta fatica e tanti sali minerali. Io non mi lamento, per carità, meglio il caldo che il freddo, per me. Però, chiacchierando per la strada con Marco Esposito, abbiamo fatto per un attimo mente locale, che in fondo fino a 15 anni fa i condizionatori non ce l'aveva quasi nessuno, e allora? Come si faceva negli uffici, a casa? E durante le mastodontiche traversate in macchina (per lo più verso il sud) per andare in vacanza o a trovare i parenti, tutti insieme, tutti stretti, senza aria condizionata? Niente, si sudava e basta (sudare, sembra strano, fa bene). Al massimo ci si cambiava dopo una doccia. Mia nonna chiudeva tutte le serrande, sui lati colpiti dal sole, e l'appartamento sembrava ancora più silenzioso.

12 luglio 2010

furie rosse

Onore alla Spagna che ieri, per la prima volta (e vorrà dire qualcosa), è salita sul tetto del mondo, alla sua prima finale (e anche questo vorrà dire qualcosa). Il mondiale si è confermato quello che già appariva dai primi turni: uno dei più brutti, con tante papere (ieri per fortuna non ce ne sono state) ma soprattutto tanti errori arbitrali. Ieri, l'arbitro Webb, forse in debito d'ossigeno, non ha visto la deviazione sull'ultima punizione di Sneijder che avrebbe dato il calcio d'angolo all'Olanda, invece del rinvio di Casillas da cui poi è scaturito il gol partita. Rammarico per l'Italia, che se avesse avuto qualche elemento in più, visto il livello della partita di ieri, ma anche di molti altri scontri della fase eliminatoria, sarebbe arrivata molto più in là, peccato che noi lasciamo sempre i fuoriclasse a casa, mentre gli altri se li portano proprio tutti, anche a costo di tenerli in panchina per la maggior parte del torneo (vedi Fabregas, che poi è entrato ed ha fatto l'assist decisivo). Un'altra annotazione: tutti i giocatori della Spagna sono spagnoli (e credo anche che siano quasi tutti olandesi gli oranges), nessun naturalizzato tipo la tanto osannata Germania, ma tutti gioiellini cresciuti nelle "canteras". Nessun fraintendimento, Balotelli è italiano come lo sono io, rappresenta anche una nuova generazione di italiani, Amauri no, è nato, cresciuto e vissuto in Brasile, dove non giocherà mai perchè platealmente al di sotto degli standard dei suoi attaccanti (se era difensore magari ce la faceva ad occupare la panchina).

 

7 luglio 2010

gufi e allodole

... In sostanza per capire se vi ritaglierete un ruolo in società basta una domanda: siete allodole o gufi? «Se si parla di affermazione professionale i morning-people hanno carte migliori. Sono iperattivi, in grado di anticipare i problemi e di minimizzarli. Saranno loro a fare carriere più brillanti e a guadagnare di più»... ...Si è gufi tra i 13 e i 30 anni, ci si divide a metà tra i 30 e i 50, si è tendenzialmente allodole dopo i 60. «Non è questione di quanto si dorme, ma di quando. Ad essere decisivo è il timing. Chi è in grado di sfruttare subito la luce del sole vince, anche se va detto che i gufi hanno altre qualità». Quali? «Sono più creativi e hanno un senso dell’umorismo decisamente più spiccato». Per loro è come se verso il tramonto suoni di campane e melodie di mandolini annunciassero la primavera del cervello negli eterni passi della vita. Si rianimano e inventano il domani guardando le allodole che stanche e vincenti tornano verso casa. Guadagnano meno, forse, ma si divertono moltissimo. (Andrea Malaguti da La Stampa di oggi)

Intervista molto divertente del corrispondente de La Stampa da Londra ad un professore tedesco, tale Cristoph Randler, che parla del suo ultimo studio. Pare che tutti i grandi della storia si alzassero presto, che lo facciano anche i capi di stato odierni, per una corrispondenza, a quanto pare perfetta, tra le ore lavorative e la luce del sole. La notte però, ispira le creazioni migliori.

5 luglio 2010

sudamericane

Hugo Chavez aveva parlato di strapotere delle sudamericane in questo mondiale e di fine del calcio europeo. Ora anche Fidel Castro dice che se non ci sarà una sudamericana in finale, sarà il più brutto mondiale della storia. Bene, altro motivo in più per essere felici che ancora una volta è il calcio europeo a dominare il mondiale (che effettivamente non mi ha entusiasmato), e chiaramente, motivo in più per tifare contro l'Uruguay (con tutta la simpatia che ho per Muslera)

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