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il segreDario




Sono stato qualche giorno fuori, perciò farò oggi le mie considerazioni sull'assemblea di sabato. Devo dire che l'elezione plebiscitaria di Franceschini mi è sembrata scontata già all'inizio della mattinata, quando Rosy Bindi si stava impegnando a spiegare ai suoi che non c'era motivo per non votare l'ex popolare, che questo era un momento di transizione, insomma, che ci avrebbe pensato lei ad indirizzarlo. Dopo l'elezione, che la candidatura di Parisi ha ulteriormente rafforzato (si spiega perchè lo stesso Franceschini lo ha aiutato a raccogliere le firme necessarie per la candidatura), il segreDario ha fatto un bel discorso, l'unico che potesse fare, un discorso adatto al momento (cosa che ultimamente non riusciva troppo bene a W), umile ma ben preciso. Ha raccolto alla fine due istanze importanti, che venivano direttamente dall'assemblea: l'importanza da dare al territorio (addio partito liquido) e azzeramento degli organismi dirigenti. Sulla seconda rimane ancora qualche dubbio, anche perchè, azzerare la classe dirigente significa, soprattutto in qesto momento, perdere consensi. 100 giorni per dare la nuova linea al partito e, secondo me, il segreDario lavorerà sodo (da buon ferrarese, nel silenzio ma non nell'ombra), e certo non sarà quel "reggente" o "traghettatore" che molti si immaginavano (e auspicavano), anzi, al congresso di ottobre ci arriverà con un bell'esercito e se la giocherà fino in fondo.

Pubblicato il 26/2/2009 alle 15.2 nella rubrica diario.

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