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post sbornia






Con qualche giorno di ritardo volevo commentare il congresso del Pdl che ho seguito da vicino per tutti e tre i giorni in cui si è svolto. Prima di tutto le masse di gente trascinate lì. E' vero che era tutto pagato, perfino i parlamentari, oltre a non essere obbligati a versare  il famos "obolo", che in genere, ai congressi, i più facoltosi pagano per i delegati semplici, hanno avuto tutto spesato. Però il punto non è lì, il punto è che dopo tre giorni c'era un entusiasmo generale, seimila persone trascinate dal Capo che non si è dovuto neanche sprecare troppo per strappare grandi vagonate di applausi. Ho visto gente che si era intrufolata nel recinto stampa e pur vedendo che nessuno dei giornalisti applaudiva (per dovere di cronaca...anche se a qualcuno qualche applauso è scappato), si spellava per gli applausi, gridava "bravo, bravo!!!" senza alcun pudore. Qualcuno ha detto "poche discussioni", "poca democrazia interna". Eppure non è detto che un partito debba per forza formare la sua classe con delle primarie, o debba discutere fino allo sfinimento per poi trovarsi con un pugno di mosche in mano (con evidenti ripercussioni davanti all'elettorato). C'è un popolo che ama Silvio Berlusconi, il suo modo di far politica, tutti i riti che ormai gli sono stai costruiti intorno. C'è un altro popolo che non lo ama, che non sopporta certe "facilonerie", un certo "modo sbrigativo" di far politica, che però, con la stessa (e forse con più) severità di giudizio, è pronto a dare addosso alla stessa parte politica per cui vota (la sinistra). Il popolo del Pdl ha quello che vuole, quando non ci sarà più Berlusconi se ne ridiscuterà, ma il popolo del PD e la sinistra, hanno quello che vogliono? La classe dirigente ascolta il malessere che viene, prima di tutto, dal suo stesso elettorato. Le europee e le amministrative del 6 e 7 giugno ce lo diranno...

Pubblicato il 31/3/2009 alle 22.56 nella rubrica diario.

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