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la polvere dei sogni

 

"La tenuta, per qualche oscuro motivo e indubbiamente fantasioso, era chiamata Sinai; ma per noi fu sempre conosciuta con il nome di "Casa degli uccelli", e sembrava perfettamente naturale che in mezzo a una simile esuberanza ornitologica la stessa Ouma Kristina finisse a poco a poco per somigliare a ciò che la circondava, come si dice della somiglianza dei cani ai loro padroni" ... ... "Un posto in cui qualunque cosa era possibile, poteva accadere, anzi accadeva. Di notte era visitato da fantasmi e da spiriti ancestrali - io lo so, credetemi: li ho sentiti, ho avvertito la loro presenza, li ho visti - ma anche di giorno, sotto l'implacabile occhio divino del sole, si mostrava misterioso, improbabile, un sogno o un incubio, un pensiero o una speranza, o una visione turbata dalla colpa, una prova disperata ed esuberante degli eccessi di cui la mente umana è capace, quando è lascita libera."

 

Questo è uno di quei romanzi che mi ha fatto scoprire la storia di un paese che pensavo di conoscere bene ma che invece è piena di incognite. Le contraddizioni e le difficoltà del Sudafrica post-apartheid vanno al di là dei nostri miti occidentali, fondati sulla grande figura di Nelson Mandela. Prima lettura estiva consigliata, davanti al mondiale che inizierà domani, con un grande in bocca al lupo ai sudafricani che hanno una grande occasione e per questo sono sottoposti ad un bel rischio.

Pubblicato il 10/6/2010 alle 10.53 nella rubrica diario.

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