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furie rosse

Onore alla Spagna che ieri, per la prima volta (e vorrà dire qualcosa), è salita sul tetto del mondo, alla sua prima finale (e anche questo vorrà dire qualcosa). Il mondiale si è confermato quello che già appariva dai primi turni: uno dei più brutti, con tante papere (ieri per fortuna non ce ne sono state) ma soprattutto tanti errori arbitrali. Ieri, l'arbitro Webb, forse in debito d'ossigeno, non ha visto la deviazione sull'ultima punizione di Sneijder che avrebbe dato il calcio d'angolo all'Olanda, invece del rinvio di Casillas da cui poi è scaturito il gol partita. Rammarico per l'Italia, che se avesse avuto qualche elemento in più, visto il livello della partita di ieri, ma anche di molti altri scontri della fase eliminatoria, sarebbe arrivata molto più in là, peccato che noi lasciamo sempre i fuoriclasse a casa, mentre gli altri se li portano proprio tutti, anche a costo di tenerli in panchina per la maggior parte del torneo (vedi Fabregas, che poi è entrato ed ha fatto l'assist decisivo). Un'altra annotazione: tutti i giocatori della Spagna sono spagnoli (e credo anche che siano quasi tutti olandesi gli oranges), nessun naturalizzato tipo la tanto osannata Germania, ma tutti gioiellini cresciuti nelle "canteras". Nessun fraintendimento, Balotelli è italiano come lo sono io, rappresenta anche una nuova generazione di italiani, Amauri no, è nato, cresciuto e vissuto in Brasile, dove non giocherà mai perchè platealmente al di sotto degli standard dei suoi attaccanti (se era difensore magari ce la faceva ad occupare la panchina).

 

Pubblicato il 12/7/2010 alle 14.9 nella rubrica diario.

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